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Giornalisti de L’Espresso aggrediti: arrestato leader romano Forza Nuova

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 28/03

2' di lettura

Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli, esponente di spicco di Avanguardia Nazionale, sono ritenuti tra i responsabili dell'aggressione a un cronista e a un fotografo avvenuta lo scorso 7 gennaio

Arrestati dalla polizia con l'accusa di rapina e lesioni Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova, e Vincenzo Nardulli, esponente di spicco di Avanguardia Nazionale. Secondo quanto si è appreso, sono ritenuti tra i responsabili dell'aggressione a un cronista e a un fotografo dell'Espresso avvenuta al cimitero del Verano lo scorso 7 gennaio mentre i due giornalisti documentavano la celebrazione per l'anniversario dei morti di Acca Larentia. Castellino e Nardulli si trovano ora ai domiciliari. 

Minacce e insulti

Stando a quanto accertato dalle indagini della Digos di Roma, le due vittime sarebbero state accerchiate, aggredite e una anche minacciata di morte con l'obiettivo di impossessarsi del materiale registrato. "Non sai con chi hai a che fare…noi non scherziamo", avrebbe detto Vincenzo Nardulli, al giornalista Federico Marconi. Le minacce sono citate nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Mara Mattioli su richiesta del PM Eugenio Albamonte. Il giudice ricostruisce le fasi della colluttazione citando anche Giuliano Castellino, che avrebbe chiesto con veemenza al giornalista di mostrargli le foto fatte. "Hai capito che devi fa vede' le foto? A me delle guardie non me ne frega un cazzo, io tiro fuori il ferro e ti sparo in testa, pezzo di m...a - avrebbe detto Castellino - a me non mi devi toccare sennò ti sfondo la testa. Questa banda di infami, so' peggio del peggio, degli sbirri, giornalisti bastardi".

Le parole del Gip

"I due arrestati hanno operato in maniera spregiudicata, minacciando di morte e aggredendo violentemente chi osava intromettersi nelle loro iniziative nonostante si trattasse di una manifestazione pubblica che si svolgeva in luogo pubblico solo perché non gradivano che le persone offese documentassero l'evento". E' quanto scrive il Gip di Roma, Mara Mattioli, nell'ordinanza di custodia cautelare con cui ha disposto gli arresti domiciliari. "La persistenza nel proposito criminoso dimostrato dagli indagati - scrive il Gip nel provvedimento -, l'uso di particolare violenza e le minacce di morte profferite ai danni delle persone offese, il grave stato di soggezione e timore provocato in tal modo sulle vittime, appaiono sintomatici di personalità prepotenti, aggressive, incapaci di controllare gli impulsi e sopratutto privi di qualsivoglia remore così da ritenere sussistente un elemento, concreto e attuale pericolo di recidivanza di reati della stessa specie". Per il magistrato i due arrestati hanno mostrato una "spiccata capacità delinquenziale, del tutto incuranti delle conseguenze che ne potevano derivare".

Data ultima modifica 28 marzo 2019 ore 12:48

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