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Sanità, pronto soccorso sovraffollato: Nas al San Camillo di Roma

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3' di lettura

Il ministro della Salute Giulia Grillo questa mattina ha inviato i carabinieri del Nas al pronto soccorso dell'Ospedale San Camillo. Il direttore sanitario: "Nulla di anomalo"

La ministra della Salute Giulia Grillo questa mattina, domenica 17 febbraio, ha inviato i carabinieri del Nas al pronto soccorso dell'Ospedale San Camillo di Roma. Il provvedimento segue la segnalazione fatta da diversi cittadini e dal Tg2 riguardante lo stato di sovraffollamento in cui verserebbe la struttura. "Dai primi accertamenti - si legge in una nota del ministero - sembra esistere una percentuale di ricoveri da pronto soccorso molto elevata, che potrebbe essere spia di inappropriatezza e su cui si concentreranno le analisi dei tecnici del ministero".

Le parole della ministra Grillo

"Non è accettabile che i pronto soccorso dei nostri ospedali siano trasformati in bivacchi e che operatori sanitari e pazienti si ritrovino a lavorare e a essere curati in condizioni indegne di un Paese civile - dichiara la ministra Grillo -. Questi spettacoli indecenti vengono da lontano, non nascono certo oggi. Il presidente e commissario Zingaretti vada a fare un giro negli ospedali della sua città prima di chiedere l'uscita dal commissariamento per la sanità del Lazio", aggiunge Grillo rivolta al presidente della Regione, Nicola Zingaretti. "Le segnalazioni dei cittadini sono per noi fondamentali - sottolinea la ministra -, ora attendiamo i dati per decidere quali provvedimenti adottare per poi lavorare insieme alla Regione Lazio per mettere fine ai disservizi che danneggiano i cittadini e quindi tutti noi".  

Direttore San Camillo: "Non è stato rilevato nulla"

"La visita dei Nas nel Pronto soccorso della nostra azienda non ha rilevato nulla in merito all'organizzazione e alla qualità dell'assistenza". Lo scrive in una nota il direttore Generale dell'Ospedale San Camillo di Roma Fabrizio d'Alba. "I Nas hanno evidenziato problemi connessi alla privacy - afferma d’Alba – problematica, questa, dovuta ad una straordinaria affluenza dei cittadini a causa del picco influenzale. Nel pronto soccorso questa mattina vi erano 82 persone in attesa, di cui 27 pazienti nell'area critica. Per quanto attiene alla tutela della privacy - conclude - l'azienda ha già predisposto l'ampliamento delle aree del pronto soccorso".

Tripodi: "San Camillo solo punta dell’iceberg"

"La situazione dell'ospedale San Camillo di Roma è solo la punta dell'iceberg del sistema sanitario fallimentare partorito da Nicola Zingaretti. Crediamo che sia giusto aumentare il livello dei controlli estendendoli in tutti i nosocomi del Lazio". Così in una nota il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio Orlando Angelo Tripodi. "Purtroppo la forbice di Zingaretti nelle province ha prodotto un intasamento dei pronto soccorso con situazioni vergognose", aggiunge. "La Regione Lazio merita un governo concreto che, come emerso dal tavolo della Lega con i tecnici e gli operatori sanitari, riporti al centro la figura del medico e garantisca un'assistenza adeguata sui territori, a partire dal potenziamento dei punti di primo intervento".

Data ultima modifica 17 febbraio 2019 ore 14:50

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