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Sparatoria di Roma: stabili le condizioni di Manuel Bortuzzo. La prognosi rimane riservata

4' di lettura

Il 19enne, ferito per un colpo di pistola nel quartiere Axa, forse in seguito a uno scambio di persona, è "in buono stato di coscienza", secondo quanto riferiscono i medici del San Camillo di Roma. Non ci sarebbero tuttavia segni di ripresa degli arti inferiori

Sono stabili le condizioni di Manuel Bortuzzo, il nuotatore trevigiano di 19 anni ferito da un colpo di pistola, intorno alle 2 del mattino di domenica 3 febbraio, nel quartiere Axa, a Roma, presumibilmente in seguito a uno scambio di persona. Dall'ospedale San Camillo, dove il giovane è ricoverato, i medici fanno sapere che Bortuzzo è in "buono stato di coscienza", ma non ci sarebbero segnali di ripresa degli arti inferiori. La prognosi rimane riservata. Intanto proseguono le indagini per identificare le due persone in scooter che hanno esploso i colpi.

Bortuzzo in "buono stato di coscienza"

Bortuzzo presenta "un buono stato di coscienza una volta sospesa l'anestesia", ma "non ci sono segni di ripresa agli arti inferiori". A fare il punto sulle condizioni di salute del nuotatore è Alberto Delitala, direttore del dipartimento di Neuroscienze del San Camillo. "I colleghi della rianimazione - ha spiegato il professore in conferenza stampa - hanno appena effettuato una finestra anestesiologica, con cui è stata valutato lo stato di coscienza del paziente una volta sospesa l'anestesia, e che è risultato essere buono: ha dimostrato di entrare in contatto con l'ambiente. E questa è una buona notizia". Per quanto riguarda la funzionalità del midollo, ha proseguito Delitala, "non ci sono novità. Non ci sono segni di ripresa agli arti inferiori. In giornata verrà eseguita una risonanza magnetica e sono in corso i potenziali evocati, che ci daranno un'indicazione sulla possibilità del midollo spinale di condurre l'impulso nervoso".

Ascoltato un uomo coinvolto nella rissa

Nel frattempo, proseguono le indagini per fare luce sull'accaduto. E' stato ascoltato dagli investigatori un uomo che è stato identificato come uno dei partecipanti alla rissa scoppiata nel pub poco prima del ferimento del nuotatore. Secondo quanto si è appreso, l'uomo avrebbe negato un suo coinvolgimento nonostante sul suo volto sembra ci siano ancora ferite riconducibili a una rissa. Al momento, l'ipotesi più accreditata rimane quella dello scambio di persona: a premere il grilletto potrebbe essere stato uno dei partecipanti alla rissa, che avrebbe confuso Bortuzzo per un'altra persona. Gli inquirenti, inoltre, sono sulle tracce di un gruppo di romani, residenti a qualche chilometro da piazza Eschilo, che avrebbe già dei precedenti. Gli agenti stanno ascoltando i testimoni, e stanno visionando le immagini delle telecamere in strada. I dipendenti del pub hanno riferito che, qualche mese fa, c'era stata un'altra rissa, in cui sarebbero rimaste coinvolte le stesse persone.

L'appello del padre dell'atleta

"Confido che qualche persona che ha visto abbia coraggio di dire che cosa ha visto e di aiutare la polizia nelle indagini, per fermare queste due persone che hanno sparato da un motorino all'impazzata, colpendo chi non c'entra niente nelle loro vicende". È l'appello dal padre di Manuel a 'Chi l'ha visto? 11.30'.
"Ho quattro figli - prosegue - tutti e quattro nuotatori. Sono riuscito a portare mio figlio Manuel a fare parte del Centro Olimpico di Roma. Ho sempre cercato di toglierli dalla strada e oggi sono vittima di una cosa che è successa su una strada: una cosa che ha dell'incredibile nel 2019. Per i sacrifici che ho fatto in tutta la mia vita, l'appello che faccio è: se qualcuno ha coraggio o voglia di dare un segnale, un avviso, per aiutare le autorità giudiziarie a risolvere questo problema, io sarei grato anche perché è impossibile che oggi ancora nelle strade succedono queste cose". Il padre del giovane cerca una spiegazione all'assurda tragedia: "È molto probabile che Manuel portasse quel cappellino che indossa sempre, come tanti ragazzi della sua età. Forse è per questo che è stato scambiato per un'altra persona, ma di questo ovviamente non ne ho alcuna certezza - prosegue il padre di Manuel aggiungendo - Gli amici di Manuel mi hanno detto che lui tornava da una festa di 18 anni e i ragazzi erano divisi in due gruppi, quando gli hanno sparato, stavano per rimettersi in macchina e tornare a casa".

Data ultima modifica 04 febbraio 2019 ore 17:45

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