Roma, esposto per la prima volta il 'Cristo portacroce' di Vasari

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L’opera, realizzata per il banchiere e collezionista Bindo Altoviti nel 1553, viene restituita alla collettività dopo essere stata considerata a lungo perduta

Il 'Cristo portacroce', capolavoro dipinto da Giorgio Vasari nel 1553, incontra per la prima volta il pubblico. L’opera viene restituita alla collettività dopo essere stata considerata a lungo perduta. Il ‘Cristo portacroce’ infatti, realizzato per il banchiere e collezionista Bindo Altoviti, mentre il Vasari si trovava a Roma, al servizio di papa Giulio III, venne acquistato dai Savoia, per poi finire probabilmente in Francia nel Seicento. In seguito, se ne sono perse le tracce.

Il ritrovamento

Il suo ritrovamento si deve a un’occasione fortuita tanto quanto all’intuizione di un esperto dell’artista aretino. Dopo secoli di buio, infatti, l’opera ha fatto la propria ricomparsa, durante un’asta svoltasi a Hartford, negli Stati Uniti. A permetterne l’identificazione, il confronto fra una foto del Cristo portacroce e la descrizione che il Vasari fa dell’opera nel libro autobiografico delle Ricordanze. L’eccezionale scoperta si deve a Carlo Falciani, studioso di pittura vasariana. Il ‘Cristo portacroce’ sarà esposto fino al 30 giugno alle Gallerie Nazionali di Arte Antica nella sede di Galleria Corsini a Roma.

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