Roma, rubate pietre d'inciampo memoria della Shoah: Pm apre inchiesta

Lazio
Il solco lasciato dalle pietre d'inciampo sottratte (ANSA)

Le pietre, strappate dal selciato e asportate, erano state installate nel quartiere Monti. Riportavano i nominativi di 20 membri della famiglia Di Consiglio, cui erano dedicate 

Sono state strappate dal selciato e rubate nella notte a Roma 20 'pietre d'inciampo' installate in via Madonna dei Monti 82 e realizzate dall'artista tedesco Gunter Deming, in memoria dei cittadini ebrei deportati nei campi di concentramento. Sull'episodio è stato aperto un fascicolo d'inchiesta dalla Procura di Roma per il reato di furto aggravato dall'odio razziale. A dare notizia del furto è l’associazione ‘Arte in Memoria’, che dal 2010 si occupa dell’installazione delle pietre commemorative nella Capitale. Sono circa 200 le pietre d'inciampo collocate sulle strade di Roma.

La famiglia Di Consiglio

Le pietre asportate erano state posizionate nel rione Monti nel 2012, su richiesta di una discendente della famiglia Di Consiglio, Giulia Spizzichino. L'opera era stata finanziata dalla Comunità ebraica di Roma. Sopravvissuta alla Shoah, Spizzichino, scomparsa nel 2016, era nipote da parte di madre di Mosè e Orabona Di Consiglio. La famiglia fu tra le più colpite a Roma, non solo nella razzia al Ghetto del 16 ottobre del '43, ma anche nella retata del 21 marzo 1944: più di 20 componenti della famiglia Di Consiglio vennero deportati ad Auschwitz o trucidati nelle Fosse Ardeatine.

Il commento dell'associazione Arte in Memoria

"E' un attacco inaudito di fascismo e di antisemitismo fatto da gente che non scherza - dichiara Adachiara Zevi, presidente dell'Associazione Arte in Memoria - e purtroppo un governo come quello che abbiamo, che aizza all'odio per il diverso, legittima questi atti". "E' a rischio la nostra democrazia, proprio alla vigilia del Giorno della Memoria - prosegue Zevi -. Sono stravolta, è una cosa inenarrabile: questo atto è la messa in pratica e la conseguenza delle minacce che l'Associazione, e io stessa come presidente, abbiamo ricevuto nel luglio scorso. Ma queste pietre continuano a dire la verità a tutti coloro che passano", conclude la presidente.

La dura condanna di Raggi, Fico e Alberti Casellati

"Inaccettabile il furto di 20 pietre d'inciampo, realizzate in memoria dei cittadini ebrei deportati nei campi di concentramento, nel rione Monti - commenta su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi -. Un gesto che condanno con forza e profonda indignazione. La memoria esige rispetto", sottolinea Raggi. Le fa eco il Presidente della Camera, Roberto Fico: "Il furto delle pietre di inciampo poste in ricordo delle vittime della Shoah è un atto grave. Un oltraggio antisemita. La memoria è e resterà sempre una risorsa civile della nostra società".
Sulla vicenda è intevenuta anche il Presidente del Senato, Alberti Casellati, in un messaggio alla comunità ebraica.
"Il furto delle pietre di inciampo è il segnale preoccupante di una nuova barbarie. Atto scellerato contro la testimonianza e la memoria della ferocia conosciuta dal popolo ebraico e dalla comunità romana a cui vanno la solidarietà mia e del Senato. Dobbiamo ricostruire subito il percorso delle pietre perché nessuno si senta in diritto di cancellare quanto scritto indelebilmente nelle menti e nei cuori", le sue parole.

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