Il testo è sbarcato al Senato e tra i partiti al governo si è riaccesa la discussione sulle preferenze. FdI starebbe valutando alcuni emendamenti del Pd che ripropongono le preferenze anche per tutti gli eletti, senza i capilista bloccati. Una battaglia storica del partito di Meloni, sulla quale però Forza Italia alza il muro
Riprende al Senato la discussione sulla legge elettorale, approdata in Aula tra varie tensioni, a partire dal braccio di ferro sulle preferenze pure in maggioranza, con FdI pronta, secondo le indiscrezioni che filtrano, a strappare con gli alleati valutando, in nome di una propria battaglia storica, il sostegno a una serie di emendamenti del Pd sulle preferenze pure (per tutti gli eletti e senza i capolista bloccati). Forza Italia ha replicato con una risposta netta al partito della premier richiamando alla lealtà di coalizione sull'argomento. "C'è un emendamento (del Pd, ndr) che ripropone le preferenze pure, senza liste bloccate, analogo a quello che noi di Futuro Nazionale avevamo presentato alla Camera. FdI a oggi ha introdotto delle preferenze meticce cioè con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano. Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d'Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo", scrive su Fb Roberto Vannacci. "Ne va della coerenza di FdI", aggiunge. Martedì 15 il voto finale, il testo in Aula alla Camera il 28.
Il premio al 42%
La coalizione di centrodestra sembra ancora far fatica a trovare la quadra finale. E continua così a riscrivere il testo. Confermata la soglia per il premio al 42% (e non al 41%, cifra su cui FdI aveva presentato un proprio emendamento), scoppia il nuovo caso preferenze.
Tensione sulle preferenze
Le opposizioni hanno presentato una serie di proposte di modifiche che prevedono l'attribuzione di tutti i seggi con questo strumento e sfidano Fratelli d'Italia. Appena trapela che una valutazione in corso su queste proposte c'è, Forza Italia, da sempre contraria alle preferenze, fa emergere tutto il proprio risentimento. "FI voterà convintamente l'emendamento sulle preferenze presentato dalla maggioranza. Confidiamo nella serietà e nella lealtà degli alleati rispetto agli accordi raggiunti sulla legge elettorale, certi che nessuno intenda aprire un problema politico all'interno della coalizione", fanno sapere fonti azzurre. Per la Lega - specifica nel frattempo Matteo Salvini - "il testo va bene così com'è", e dunque niente modifiche.
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La norma "anti-cespugli"
Tramonta invece, definitivamente, l'ipotesi del ballottaggio: l'ipotesi che venisse introdotto nell'esame a Palazzo Madama, è tramontata per la contrarietà di Lega ed FI. Resta invece da risolvere la questione della norma “anti-cespugli”. Sul piatto ci sono tre proposte di modifica per l'esclusione dal computo di chi è sotto il 2%, di chi è sotto l'1%, come previsto nel Rosatellum, ma anche un’opzione zero: nessun voto escluso. Una previsione che vedrebbe favorevole FdI ma con i dubbi di Lega e FI. Certo è che dalle parti del Quirinale sarebbe stato fatto notare che, mettendo una soglia per il computo dei voti per i partiti coalizzati, con la novità del premio di maggioranza, esiste il rischio concreto di un esito elettorale in contrasto con la volontà espressa dagli elettori. Altro discorso è non calcolarli ai fini dell'attribuzione dei seggi, ma per il calcolo del premio il punto è delicato.