Il leader di Futuro Nazionale respinge le accuse del Financial Times di essere un "cavallo di Troia della Russia", sostenendo che si tratti di una narrazione priva di prove. L'ex generale denuncia un clima politico europeo in cui le posizioni critiche sull'Ucraina vengono interpretate come segnali di appoggio al Cremlino
Il fondatore di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, ha risposto sui social alle accuse riportate dal Financial Times, che lo ha definito "cavallo di Troia della Russia in Italia". L'ex generale respinge la ricostruzione del quotidiano britannico e lo interpreta come un segnale di timore verso la crescita del suo movimento politico: "Sono terrorizzati", commenta. "Il Financial Times, espressione di quegli ambienti finanziari che da sempre pretendendo di spiegare agli europei cosa devono pensare, scopre improvvisamente che in Italia esisterebbe il 'Cavallo di Troia della Russia'. Indovinate chi? Vannacci. Senza uno straccio di prova", afferma.
Posizioni critiche sull'Ucraina
Secondo l'ex generale, l'operazione consisterebbe nel trasformare le sue posizioni pubbliche non allineate in una presunta prova di vicinanza al Cremlino. "Senza uno straccio di prova concreta di ordini ricevuti da Mosca, finanziamenti occulti o rapporti clandestini. Bastano posizioni politiche non allineate sulla guerra all'Ucraina e una crescita nei sondaggi per trasformare un avversario politico in un sospetto agente del Cremlino". E aggiunge: "Quando invece fui io a definire Marianna Aprile ironicamente 'cavallo di Troia', apriti cielo: sessista, misogino, indegno, da denuncia. Oggi il Ft può usare la stessa espressione contro di me e improvvisamente nessuno si scandalizza", sostiene.
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Il parallelo con la Germania
Vannacci amplia il ragionamento al contesto europeo, citando la Germania come esempio di un clima politico sempre più polarizzato. A suo giudizio, Friedrich Merz starebbe orientando il Paese verso una postura da "Stato di guerra" nei confronti della Russia, proprio mentre l'AFD cresce nei consensi. L'ex generale richiama anche il passato di Merz ai vertici di BlackRock, insinuando che qualcuno potrebbe interpretare la situazione come "un golpe in salsa BlackRock".
Il tema dei rapporti con Mosca
Quando "il consenso popolare non va nella direzione desiderata, parte sempre lo stesso disco: Russia. Putin. Pericolo. Destabilizzazione. Tradimento". "Le idee non si confutano più. Si demonizzano. Il consenso non si combatte politicamente. Si prova a delegittimarlo", aggiunge Vannacci.