Ingerenze russe, Tajani: "Possibili tentativi di condizionare le nostre elezioni"

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Il ministro degli Esteri, a margine del vertice informale di Wicklow in Irlanda, avverte che non è escluso un tentativo russo di condizionare le elezioni nei Paesi Ue, Italia compresa, attraverso fake news e immagini manipolate. Sul generale Roberto Vannacci, definito da un'analisi del Financial Times "cavallo di Troia" di Mosca, il titolare della Farnesina prende le distanze: "Spero sia assolutamente falso"

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Non è escluso che la Russia provi a interferire anche nelle elezioni italiane. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Unione europea in corso a Wicklow, in Irlanda. Un rischio che, secondo il titolare della Farnesina, riguarda l'intera Ue e che impone di intervenire "in anticipo". Nel corso del punto con i giornalisti, Tajani ha anche commentato l'analisi del Financial Times che ha dipinto il generale Roberto Vannacci come "cavallo di Troia" di Mosca, augurandosi che la ricostruzione sia "assolutamente falsa".

Il rischio interferenze sul voto

"È una questione generale, che riguarda tutta l'Unione europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni nei Paesi dove si vota", ha spiegato il ministro. "Questo sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo". Tajani ha parlato apertamente della possibilità che Mosca agisca sulla vita democratica degli Stati membri: "Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei Paesi dell'Unione Europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri Paesi, cercando di condizionare con queste attività la volontà popolare. Questo sarebbe veramente inaccettabile".

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"Vigilare e impedire queste azioni"

Il ministro ha invitato alla massima attenzione, pur precisando che non esiste uno stato di guerra con Mosca. "Bisogna vigilare, bisogna impedire che ci siano queste azioni da parte di un Paese con il quale noi non siamo in guerra, ma che sta attaccando l'Europa soltanto perché l'Europa difende il diritto internazionale e difende il diritto dell'Ucraina a non essere occupata dalle forze armate della Federazione Russa". Un attacco, ha aggiunto, che resta sul terreno politico: "Non siamo in guerra con la Federazione Russa, però respingiamo gli attacchi politici".

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Il precedente della Catalogna

A sostegno della sua tesi, Tajani ha richiamato quanto già osservato in passato. "Anche il tentativo che è emerso durante il referendum in Spagna sulla questione della Catalogna: c'è stata sempre un'azione russa per cercare, attraverso fake news e immagini non rispondenti alla verità, di condizionare la volontà dei cittadini". Uno schema che, secondo il ministro, potrebbe ripresentarsi: "Non è escluso che usino tutti gli strumenti per indebolire la posizione dell'Unione europea".

Il caso Vannacci e il Financial Times

Sollecitato sull'articolo del quotidiano britannico che descrive il fondatore di Futuro Nazionale come "il cavallo di Troia della Russia", Tajani ha scelto la cautela. "Il Financial Times può scrivere quello che vuole, bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro che questo sia assolutamente falso". La formula usata dalla testata riprende un profilo già delineato nei mesi scorsi da diverse analisi internazionali, che hanno messo in evidenza le posizioni filo-russe del generale ed eurodeputato: dal passato come addetto militare a Mosca all'apertura, dichiarata dallo stesso Vannacci, verso finanziamenti esteri "purché legali", fino alle proposte del suo partito su stop al sostegno all'Ucraina e ripresa dell'acquisto di petrolio russo.

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