Il leader della Lega, al termine del Consiglio federale, in cui si è discusso del Congresso straordinario, ha chiarito: "Mi è stata ribadita all'unanimità dei presenti la fiducia nel mio ruolo di segretario", ma "voglio che sia il Congresso che rappresenta tutti i militanti, tutti i sindaci, tutti i territori ad avere l'ultima parola"
"Il Consiglio federale mi ha ribadito all'unanimità dei presenti la fiducia nel mio ruolo di segretario. Ma come ho detto ieri, voglio che sia il Congresso che rappresenta tutti i militanti, tutti i sindaci, tutti i territori ad avere l'ultima parola". A chiarirlo è stato il leader della Lega, Matteo Salvini, al termine del Consiglio federale in via Bellerio - durato 4 ore - in cui si è discusso del Congresso straordinario, per cui, però, non ci sono ancora né data né luogo. "Conto e mi aspetto che si candidi qualcuno d'altro", ha sottolineato Salvini.
Salvini: "Lombardi unici che non possono chiedere più rappresentanza"
"Abbiamo convocato un Congresso perché c'è la Lega che si occupa di tutta Italia, poi l'ho detto a qualche giornalista che parlava della 'fronda lombarda': dovrebbero essere arrabbiate tutte le altre 19 regioni italiane, dovrebbero essere arrabbiati i veneti, i liguri, i toscani o i calabresi, perché su cinque ministri ci sono cinque ministri Lombardi”, ha detto ancora il leader della Lega. "Quindi gli unici che proprio non possono chiedere più rappresentanza e più presenza sul territorio sono i lombardi, lo dico da lombardo, potrebbero essere i veneti o i piemontesi o i siciliani che mi dicono: ‘Amico mio troppi lombardi’”.
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Salvini: "Tetto ad alunni stranieri è un bene"
Ma Salvini è anche tornato sul tema del tetto agli stranieri a scuola, che ha creato grande dibattito in questi giorni. "Oggi ci sono classi ghetto. Classi con 20 bimbi stranieri, di 15 etnie diverse che parlano 15 lingue diverse e tre bimbi italiani, che non permettono agli insegnanti di fare il loro lavoro", ha detto. "Quindi mettere un tetto agli alunni stranieri e portare i genitori di questi alunni a parlare la lingua italiana è un bene per i bimbi e per gli insegnanti - ha aggiunto -. Quindi conto che il presidente Mattarella la pensi esattamente come me". Da Amatrice, inaugurando l'anno scolastico 2026/2027, proprio il presidente della Repubblica ha ricordato: "La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. È aperta a tutti: così dispone l'art. 34 della Costituzione".