Futuro nazionale, Vannacci choc: "Femminicidio non esiste, è omicidio come gli altri"
PoliticaAll'auditorium della Conciliazione di Roma si è conclusa la seconda e ultima giornata dell'assemblea costituente del partito. Dopo delegati locali e deputati ha preso la parola il leader per le conclusioni: "Sono la speranza per gli italiani che vogliono cambiamento", ha detto. L’ex generale ha presentato programma e proposte
A Roma si è conclusa la seconda e ultima giornata dell'assemblea costituente di Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. All'auditorium della Conciliazione si sono susseguiti gli interventi di delegati locali e deputati del partito. Poi ha preso la parola il leader Vannacci per le conclusioni, con un discorso durato un'ora e venti. A margine ha detto frasi choc sul femminicidio, definito "un omicidio come tutti gli altri, uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità". E ha continuato: "Una posizione di lavoro la si guadagna in base al merito, non in base a quello che uno ha sotto le mutande, questa è parità. Perché non mettiamo le quote rose per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c'è la violenza sulle donne, esiste quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri". Chiudendo l'assemblea costituente del suo partito ha ribadito: "Il femminicidio è un reato più o meno grave in base alla vittima e non al reato? È una assurdità, questo serve a fare il lavaggio del cervello alla cittadinanza. Non è questa la funzione del diritto penale". Parole che sono state scandite dagli applausi dei presenti nell'auditorium.
Vannacci illustra programma: tetto al 4% per gli immigrati e stop decreto flussi
Sul palco, Roberto Vannacci ha illustrato i punti del programma del suo partito, chiudendo l'assemblea costituente di Futuro Nazionale. E cita prima di tutto la questione della sicurezza e della remigrazione, fissando al 4% la quota di immigrati che dovrebbero essere ammessi in Italia. Ha chiesto inoltre lo stop al decreto flussi e la revoca della cittadinanza a chi commette reati, e ha ribadito: "Con noi l'Italia tornerà a essere la casa degli italiani". Sulla sicurezza, ha aggiunto: "A casa propria ognuno deve sentirsi sicuro e ci daremo da fare per ripristinare le condizioni di sicurezza perché non c'è spazio in Italia per i criminali e per la presunta libertà di fare del male".
Vannacci: "Torniamo al lavoro a 14 anni, sarà nostra prima proposta"
"La prima proposta che faremo è di riportare il libretto di lavoro a 14 anni", ha detto il presidente di Futuro Nazionale chiarendo: "Questo valga solo per chi vuole farlo, ma se un ragazzo vuole fare il cameriere d'estate perché non può farlo? Perché non può aiutare l'azienda di famiglia?". E sul lavoro da adolescenti ha aggiunto: "Ai miei tempi a 14 anni si andava a lavorare, non facendo lavori usuranti, ma non mi sembra che siamo cresciuti male né abbiamo subito vessazioni dai datori di lavoro e dalla società".
Vannacci: "Oggi i bambini italiani come panda a rischio estinzione"
"Oggi un bambino italiano è come un panda a rischio estinzione, ha detto Vannacci ricordando i dati più recenti della natalità pari a "355 mila nuovi bambini nati, con il tasso di fecondazione all'1,14". E ha aggiunto: "Non dite che dobbiamo importare stranieri per questo", passaggio accolto dagli applausi dei presenti. Quindi ha ribadito che FnV intende introdurre il quoziente familiare e "una drastica riduzione Irpef per ogni figlio".
"Scuola deve essere dura e selettiva, priorità a quella pubblica"
"La scuola deve essere dura e selettiva e non perché sono cattivo, ho due figlie e voglio il loro bene, ma la vita e dura e selettiva. Chi esce dalla scuola deve essere pronto ad affrontare la vita", dice Vannacci, chiarendo che la priorità va data alla scuola pubblica che "deve formare il futuro del Paese, senza togliere nulla a quella privata".
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Vannacci: "Sì a Ue e Nato senza essere succubi. Pronti al voto anche domani"
"II programma di Futuro Nazionale non si esprime in maniera manichea ma in base agli interessi nazionali italiani, quindi l'Italia, come fondatore della Comunità europea e partecipa a organizzazioni internazionali, deve continuare a parteciparvi ma nel senso in cui ne trae vantaggio e non da succube", ha detto stamattina Vannacci in un punto stampa a margine dell'assemblea costituente del partito. "Quindi sì all'Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi, e direi nella Nato alla turca che è un atteggiamento ben diverso rispetto ad altri Paesi". "Non siamo con o contro ma per quella linea politica che faccia gli interessi dell'Italia - ha aggiunto - quindi noi dobbiamo cercare la pace. Anche quella tra Russia e Ucraina è una guerra controproducente per l'Italia, noi dobbiamo cercare la pace". Poi ha affermato: "Siamo pronti alle votazioni anche domani. Non è un problema di tempo per noi. Già da un po' si ventilava l'ipotesi di un voto anticipato. La premier decida la data, Futuro Nazionale è già pronto, è già in trincea".
Vannacci: "Rappresento la speranza per gli italiani che vogliono il cambiamento"
"Non mi considero l'uomo della speranza ma la cosa che mi riempie di orgoglio è di essere punto di riferimento per 100 mila italiani che hanno preso la tessera del partito. Non credo di essere la speranza della sinistra tant'è che non mi sembra che sia venuta qua, ma rappresento la speranza degli italiani che chiedono e vogliono un cambiamento", ha detto Roberto Vannacci. "Non mi sono preposto nessun incarico particolare, continuerò a fare l'europarlamentare", ha aggiunto rispondendo a una domanda su queli siano le sue prossime aspettative e ambizioni politiche. "Futuro Nazionale parteciperà alle elezioni ma non chiederà qualcosa in cambio". Poi ha concluso: "Mi chiamo Vannacci, mandateci al governo e ci riusciremo", rispondendo ai cronisti che gli chiedevano perché il suo partito potrebbe realizzare la remigrazione rimandando a casa gli immigrati irregolari, cosa che non è riuscita finora. E ha ribadito: " Applicherei la politica di Vannacci rispetto alla remigrazione prevedendo e stipulando accordi bilaterali laddove non ci fossero con gli Stati di origine ma ce ne sono quasi con tutti".
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La sfida a destra
Le parole di ieri di Vannacci
Ieri era iniziata l'assemblea costituente di Futuro Nazionale. Presenti militanti e delegati territoriali, oltre 1500 da tutta Italia. Vannacci ha parlato per un’ora nel teatro e altrettanto con i giornalisti. Nel suo intervento spazio soprattutto a sovranismo e remigrazione. "L'Italia agli italiani", afferma, perché "noi non ci vergogniamo di dirlo". E chiede ai presenti di ripetere il mantra in coro. E insiste: "Prima la parola remigrazione non si poteva dire, adesso ci dicono che non si può fare perché non si può togliere la cittadinanza". Infine, recita la preghiera dei paracadutisti francesi e chiosa: "Con la forza e la fede andremo avanti, il resto lo conquisteremo da soli”.
Gli attacchi politici
Davanti ai suoi militanti, "la feccia e i figli di nessuno”, come li definisce con orgoglio, lancia un affondo politico contro il centrodestra. Rifiuta di passare per la "stampella" della sinistra, come l’ha accusato la premier Meloni in Aula. Vannacci non cita mai Meloni o Salvini (mentre indica più volte Antonio Tajani) ma all'esecutivo manda il suo messaggio: all'ultimatum “o con noi o con la sinistra” non ci sta. E contrappone i futuristi che sono "i guardiani del sovranismo e della cittadinanza”. Quindi chiede provocatorio: "Mi dovrei alleare con quest'alleanza di centrodestra che continua a portare avanti l'agenda Draghi? Non ho mai parlato di adesione al centrodestra, non è una mia istanza". L’ex generale dice la sua anche sull'episodio delle “ginocchiere” (termine usato dal pentastellato Francesco Silvestri parlando di Meloni) "Se avessi provato a mettermi nei panni di una donna quella frase non l'avrei percepita come sessista”. Infine lo scontro con i giornalisti: dal palco ha attaccato alcuni cronisti (citandoli per nome) e dicendo ironico che in fondo "è anche grazie a loro che siamo qui oggi".