Genova Lgbtqia+, Salis riconosce l'identità Alias per i dipendenti comunali

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Lunedi prossimo a Palazzo Tursi si svolgerà la prima commissione comunale sul progetto per far sì che le persone trans e non binarie possano indicare la loro identità sul cartellino di lavoro dei dipendenti comunali e dell'aziende partecipate oppure sugli abbonamenti ai servizi comunali come quelli gestiti dall'azienda di trasporto pubblico Amt

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Il Comune di Genova riconoscerà l'identità alias dei dipendenti e dei cittadini per permettere alle persone trans e non binarie di autodeterminarsi. Lo annuncia l'assessora comunale alle Pari opportunità e Politiche di genere Rita Bruzzone in un'intervista all'edizione locale de la Repubblica alla vigilia della Giornata internazionale contro l'omolesbotransbifobia.

"Per permettere alle persone trans e non binarie di autodeterminarsi"

Il 18 maggio a Palazzo Tursi si svolgerà la prima commissione comunale sul progetto per far sì che le persone trans e non binarie possano indicare la loro identità sul cartellino di lavoro dei dipendenti comunali e dell'aziende partecipate oppure sugli abbonamenti ai servizi comunali come quelli gestiti dall'azienda di trasporto pubblico Amt. Previsto inoltre un piano di formazione del personale, a partire da quello della Polizia locale. "È doveroso da parte dell'amministrazione rappresentare tutti - commenta Bruzzone. “Per questo la sindaca Silvia Salis e la giunta tutta hanno scelto di aprire non uno sportello, ma un Ufficio per i diritti Lgbtqia+ che significa formazione e azione amministrativa concreta. Samo convinti che l'azione della pubblica amministrazione incida sul benessere di dipendenti e cittadinanza” motiva la consulente dell'Ufficio Diritti Lgbtqia+ del Comune Ilaria Gibelli - ecco perché stiamo lavorando ad azioni concrete, come il riconoscimento dell'identità alias, perché se il Comune è al tuo fianco con politiche attive che contrastino le discriminazioni, i cittadini si sentono più sicuri di camminare nella città".   L'assessora Bruzzone sta lavorando con gli ordini professionali per declinare in ogni settore politiche attive di tutela dei diritti.

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