Renzi a Sky TG24: "Nucleare è una tecnologia che serve. Chi dice no, prende in giro"

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Il leader di Italia Viva, ai microfondi di Start, commenta i temi emersi al premier time in Senato di Giorgia Meloni del 13 maggio. Salario minimo? "No, serve salario d'ingresso". E sul tema dell'energia, attacca: "Con il governo non c'è possibilità di dibattito"

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"Il nucleare è una tecnologia che serve. Chi dice no, prende in giro". A dirlo è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ai microfondi di Start, su Sky TG24, all'indomani del premier time in Senato di Giorgia Meloni in cui la presidente del Consiglio ha annunciato che entro l’estate sarà approvata la legge delega e adottati i decreti attuativi per definire il ritorno del nucleare in Italia. Ma Renzi sottolinea: "Prima che questa tecnologia diventi operativa, passeranno anni e anni. Ma perché allora il governo in questi quattro anni non ha fatto nulla per farla partire?". Con l'esecutivo, sostiene l'ex premier, sul tema dell’energia, in realtà, "non c’è possibilità di un dibattito civile". E attacca: "Quando in Italia arriverà davvero la discussione sul nucleare, il governo sarà già andato a casa".

Renzi: "Sul lavoro il tema vero è quello del salario di ingresso"

Sul lavoro, Renzi spiega che il problema è che in Italia, chi esce dall'università, ha delle offerte di stage a poche centinaia di euro. "Cosa se ne fa un giovane dello slogan della Meloni sul salario giusto?", si chiede. "Per questo i giovani vanno all'estero", aggiunge. "Il punto non è il salario giusto, né il salario minimo, a cui io comunque sono favorevole. Il tema vero è quello del salario di ingresso al mondo del lavoro, riducendo l'Irpef a chi si affaccia ai primi impieghi, con una tassazione molto agevolata".

Gli equilibri sulla legge elettorale e il ruolo di FI

"La legge elettorale", per Renzi, è qualcosa che "Meloni vuole a tutti i costi cambiare. La Lega sembra favorevole. Tutta l'opposizione ha detto di no. Quindi a questo punto la partita è nelle mani di una singola forza politica, che è Forza Italia". "Il segretario di Forza Italia, tra l'altro, è Tajani, che è anche il ministro degli Esteri, che non si capisce che fa", sottolinea il leader di Italia Viva. "Chi decide in Forza Italia?", si chiede ancora Renzi, "Tajani, o la famiglia Berlusconi?".

Renzi: "Noi vogliamo fare la differenza nel centrosinistra"

Poi, sul posizionamento di Italia Viva, Renzi ha chiarito: "È arrivato il momento di scegliere, noi vogliamo fare la differenza nel centrosinistra". "Io penso che sia interesse del Paese che vinca il centrosinistra" alle prossime elezioni. "È evidente", prosegue, "che la coalizione si poggia su quattro grandi pilastri: il Pd, il M5s, Avs e quella che io chiamo 'casa riformista', una realtà che Italia Viva è impegnata a costruire insieme ad altri, che è un po' più centrista". "Il leader lo individueremo", garantisce Renzi, "troveremo qualcuno che aiuterà lo schieramento - questa 'Nuova Margherita' come la chiamo io - in doppia cifra".

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