Ministero della Cultura, Giuli licenzia il suo staff

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Secondo quanto anticipato dal Corriere, il ministro ha revocato gli incarichi al responsabile della segreteria tecnica Emanuele Merlino e alla capa della sua segreteria personale Elena Proietti. Per il primo fatale la mancata concessione dei fondi al documentario su Giulio Regeni

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Non c’è pace per il ministero della Cultura del governo Meloni. Dopo le polemiche legate al caso Venezi e alla presenza del padiglione russo alla Biennale d’Arte di Venezia, secondo quanto rivelato dal Corriere della Sera, il ministro Alessandro Giuli ha licenziato il suo staff, revocando gli incarichi al responsabile della segreteria tecnica Emanuele Merlino e alla capa della segreteria personale del ministro Elena Proietti.

Le ragioni dei licenziamenti

Le decisioni avrebbero alla base motivazioni diverse. Merlino, uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, sarebbe considerato responsabile della questione della mancata concessione dei fondi ministeriali al documentario su Giulio Regeni diretto da Simone Mainetti. Una vicenda di cui Merlino sarebbe stato a conoscenza e su cui avrebbe mancato di vigilare. Durante la cerimonia al Quirinale per i David di Donatello, Giuli aveva affermato l'intenzione "di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l'opacità o l'imperizia" per poi assicurare il giorno dopo che il film avrebbe usufruito "di un altro canale di sostegno, perché è un caso unico".

Proietti, ex assessora del Comune di Terni per Fratelli d’Italia, avrebbe invece mancato di presentarsi in aeroporto saltando così la missione del ministro a New York. I due licenziamenti, spiega il Corriere, starebbero causando non poche tensioni dentro Fratelli d’Italia.

Le reazioni di opposizione e maggioranza

Le opposizioni attaccano: "L'elenco delle dimissioni e delle uscite nel governo Meloni ormai è lungo - commenta, per il Pd il responsabile Cultura della segreteria, Sandro Ruotolo - Non è più una somma di episodi isolati, è il segno di una maggioranza attraversata da guerre interne, regolamenti di conti, scontri tra correnti e leadership in competizione". La maggioranza, invece, getta acqua sul fuoco: "Il ministro Giuli ha ritenuto, come è d'altronde suo diritto, modificare l'assetto della sua segreteria - ha scritto in una nota il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, capodelegazione di Fratelli d'Italia al governo -. Non è né la prima volta che accade in questo come nei governi che ci hanno preceduto. Il gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal ministro, a un rapporto di totale sintonia. Anche per questo la legge consente modifiche basate esclusivamente sul rapporto fiduciario nell'incarico specifico. Sono certo che il collega Giuli saprà individuare le persone più idonee a ricoprire i ruoli in linea con il presupposto fiduciario, oltre che di competenza, che è proprio, lo sottolineo, degli uffici di diretta collaborazione". Per quanto riguarda Emanuele Merlino ed Elena Proietti, aggiunge Lollobrigida, "ritengo sapranno essere utili in altri ruoli nell'ambito istituzionale poiché la loro esperienza e capacità è, per quanto mi riguarda, indiscussa", 

 

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