Governo, vertice di maggioranza: ridurre dipendenza energetica e accelerare sul nucleare

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L’incontro fra la presidente del Consiglio Meloni, i vicepremier Salvini e Tajani e il leader di Nm Lupi è durato un’ora e mezza. Tra i temi Hormuz e riforma della legge elettorale. Sembrava che la riunione dovesse servire anche a trovare la quadra sulle presidenze di Consob e Antitrust, ma il leader della Lega ha detto: "Non abbiamo minimamente parlato delle nomine". Ha poi assicurato che non si è parlato di Usa e Rubio, ma di energia ed Europa

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È terminato dopo circa un'ora e mezza il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. Un incontro a cui hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e il leader di Nm Maurizio Lupi. Sembrava che questa riunione fosse stata fissata per definire una intesa politica sui nomi per la presidenza di Consob e Antitrust. E anche per decidere la postura da tenere negli incontri con l’inviato di Trump Marco Rubio, che venerdì sarà ricevuto alla Farnesina da Tajani e poi a Palazzo Chigi da Meloni. Invece, dopo il vertice, Salvini ha spiegato che non si è parlato né delle nomine in Consob e all'Antitrust né di Stati Uniti. Il leader della Lega ha detto che si è parlato di energia. Più tardi, fonti della maggioranza hanno confermato che si è parlato di crisi energetica, Stretto di Hormuz, nucleare, legge elettorale. La linea del governo, hanno spiegato le stesse fonti, è di ridurre la dipendenza energetica dell'Italia e accelerare sul nucleare.

La crisi energetica

Al centro del vertice dei leader di maggioranza a Palazzo Chigi, quindi, c’è stata la situazione internazionale e, soprattutto, la crisi energetica. Nel corso del confronto, hanno spiegato fonti di maggioranza, è emersa la necessità per l'Italia di ridurre la dipendenza da fonti esterne, individuando tra le principali linee d'azione l'accelerazione del percorso verso il nucleare. I partecipanti, hanno riferito le stesse fonti, hanno quindi esaminato le priorità e i possibili provvedimenti da adottare nei prossimi mesi, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica nazionale e fronteggiare l'attuale fase di emergenza.

La crisi nello Stretto di Hormuz

Anche la crisi nello Stretto di Hormuz è stata tra i temi affrontati: durante la riunione, hanno spiegato le fonti, è stata ribadita la volontà - già espressa dal governo - di continuare a lavorare con l'Europa nel dialogo con gli Usa per favorire una soluzione diplomatica. Si valuta anche, hanno spiegato ancora, la disponibilità a una eventuale partecipazione a una missione internazionale per lo sminamento delle acque dello Stretto, sempre in una cornice internazionale. Non sarebbe in ogni modo, è stato precisato, una missione di guerra.

La legge elettorale

Il vertice a Palazzo Chigi, hanno spiegato ancora fonti della maggioranza, è servito anche a fare il punto sulla riforma della legge elettorale: la volontà emersa nella riunione, secondo le stesse fonti, è di proseguire nel dialogo con le opposizioni.

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Anche Salvini, dopo il vertice, ha spiegato che si è parlato di energia. “L'obiettivo è di mettere velocemente dei soldi in tasca a cittadini e imprese in difficoltà per il caro energia. E quindi o l'Europa decide una deroga al Patto di stabilità per tutti, e mi sembra che abbiano già detto di no, o l'Europa ci permetterà di spendere per l'energia quello che ci permetterebbe di spendere per le armi”, ha detto il leader della Lega. "Mi sembra una richiesta moderata, ponderata, sensata su cui è d'accordo l'intero governo e quindi la direzione è questa. Se l'Europa ci darà una mano, bene, altrimenti lo faremo lo stesso", ha sottolineato. Parlando a un convegno sul nucleare, poi, ha aggiunto: "Abbiamo tutta l'intenzione di accelerare sul nucleare, perché sono passati troppi mesi, e quindi arrivare entro la fine di quest'anno a un quadro normativo che permetta dal 1° gennaio 2027 alle imprese che vorranno di investire per nucleare in Italia. I tecnici dicono che poi nell'arco di 5-6 anni ci sarà la prima energia pulita prodotta col nucleare, perché non possiamo rimanere l'unico grande Paese al mondo senza energia nucleare".

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Le nomine di Consob e Antitrust

Sembrava che tra i temi del vertice dovessero esserci anche le nomine di Consob e Antitrust e che uno degli obiettivi fosse quello di cercare di trovare una sintesi tra le diverse sensibilità della maggioranza. Nel vertice di Palazzo Chigi "non abbiamo minimamente parlato delle nomine" in Consob e all'Antitrust, ha invece precisato Salvini dopo la riunione. Nei giorni scorsi era emersa la posizione di Forza Italia: non arretrerebbe sul nome del leghista Federico Freni per la Consob, con un veto e pochi segnali di apertura. Per l’Antitrust invece sono stati fatti i nomi dell’attuale segretario generale dell’Autorità per la concorrenza e il mercato, Guido Stazi, e del segretario generale della Presidenza del Consiglio, Carlo Deodato. Per Consob servirà anche una delibera del Cdm, che potrebbe riunirsi giovedì. Per l'Antitrust, il mandato di Roberto Rustichelli è scaduto ieri e il successore sarà nominato dai presidenti di Camera e Senato.

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