Dl Sicurezza alla Camera, opposizione occupa banchi maggioranza. Governo pone la fiducia
PoliticaIl provvedimento è approdato a Montecitorio dopo i rilievi del Colle sulla norma che prevede un incentivo da 615 euro per i legali che seguono una pratica di rimpatrio volontario. Sfumato lo scenario di un emendamento per modificarla, sarà approvata così com'è - per domani è previsto il voto di fiducia - e poi subito corretta con un provvedimento ad hoc. Meloni: "Resterà perché è una norma di buonsenso"
Un decreto legge ad hoc per la norma che introduce un incentivo per gli avvocati, i mediatori e le associazioni che seguono una pratica di rimpatrio volontario, anche se non va a buon fine, e quindi sia nel caso in cui un migranti resti in Italia, sia che parta. È questa la soluzione individuata dal governo per superare l'impasse sul decreto Sicurezza e i rilievi del Colle. Il provvedimento sarà quindi approvato così com'è dalla Camera: il governo ha posto la fiducia, poi dalle 16 di domani è previsto il via alle dichiarazioni di voto e, a seguire, il voto sulla fiducia. Il via libera finale è atteso per venerdì 24. Subito dopo sarà corretto con il nuovo decreto, che dovrebbe andare in Gazzetta insieme alla legge. "Stiamo raccogliendo i rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati, li trasformeremo in un provvedimento ad hoc, la norma rimane perché è di assoluto buonsenso", ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Le polemiche
Stamattina la seduta dell'Aula della Camera si è aperta tra le polemiche delle opposizioni: "Lo scontro istituzionale" sul decreto sicurezza "non può essere banalizzato", ha detto in apertura la capogruppo del Pd Chiara Braga. "Quello che accaduto è di una gravità straordinaria", ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi. "I rilievi del Colle sono stati molto chiari", ha affermato Marco Grimaldi di Avs.
Chiusa la discussione generale dopo 9 interventi
Dopo 9 interventi su 29, l'Aula della Camera ha approvato la richiesta della chiusura della discussione generale sul dl Sicurezza. A richiederla è stato deputato di FdI Gianluca Vinci che ha evidenziato come il decreto sia stato "già oggetto di ampia discussione". Ad esprimersi contro l'interruzione è stato il deputato del M5s Alfonso Colucci: "Non abbiamo avuto modo in commissione di esaminare questo provvedimento e l'Aula deve compensare, per dare una parvenza di dibattito parlamentare". Subito dopo si è espresso a favore della chiusura il deputato di Iv Roberto Giachetti che, a sorpresa, si è scagliato contro il collega di opposizione Colucci: "Se non fosse intervenuto Colucci io non avrei preso la parola per votare a favore della chiusura della discussione", ha affermato. "Colucci - ha detto Giachetti rivolto al pentastellato - lei non è che urlando può dimostrare che noi abbiamo parlato poco, se c'è un atto di ribellione contro l'onorevole Colucci, votiamo tutti a favore della chiusura". "È tutto a posto - ha ironizzato a quel punto il presidente di turno Giorgio Mulè - tra moglie e marito...". In seguito l'Aula della Camera ha bocciato la proposta delle opposizioni di rinviare in Commissione il dl Sicurezza.
Piantedosi: "Faremo correzione su norma rimpatri"
"Ci sono state molte discussioni sul tema dei rimpatri volontari assistiti e io tengo a precisare davanti a questa assemblea parlamentare che tale istituto non rappresenta certo un' invenzione di questo governo. Sono previsti nel nostro ordinamento da oltre 10 anni in attuazione di norme europee e nazionali", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi alla Camera. "Tuttavia - ha aggiunto - abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo ad una sua correzione".
Opposizione occupa banchi governo in Aula
I deputati delle opposizioni hanno accerchiato i banchi del governo nell'Aula della Camera 'occupandone' lo spazio durante la discussione sul decreto sicurezza, in una votazione sulle pregiudiziali. "Non potete bloccare i lavori del Parlamento, liberate i banchi del governo", ha detto il presidente di turno Fabio Rampelli che ha poi espulso il dem Arturo Scotto e sospeso temporaneamente la seduta.
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Il dietrofront sull’emendamento
Sotto i riflettori c'è la norma che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario. Da giorni è acceso il faro del Quirinale su questa misura e la sola ipotesi che Sergio Mattarella potesse non controfirmare il provvedimento in assenza di modifiche sostanziali aveva agitato la maggioranza. Che prima ha fatto sapere di voler presentare un emendamento in Commissione per modificare la norma contestata ma poi, nella tarda serata di lunedì, ha bloccato tutto per lo spauracchio dell'ostruzionismo delle opposizioni che avrebbe potuto portare in decadenza il provvedimento. Sarebbe stata necessaria infatti la terza lettura in Senato, dopo l'ok di Montecitorio, per farlo diventare legge. Ma con tempi talmente stretti il rischio di non farcela sarebbe stato decisamente alto.
Avvocati: "Modifiche non cambiano nulla, norma va cancellata"
Il presidente dell'Unione delle Camere Penali, Francesco Petrelli, in merito alla modifica della norma per gli incentivi sui rimpatri, ha commentato: "Nonostante le annunciate modifiche attraverso un nuovo provvedimento, la nostra posizione critica rispetto alla norma non cambia: avevamo chiesto che venisse cancellata e invece nella sostanza nulla è cambiato. La norma va soppressa o al contrario si dovrà ripristinare l'automatismo per l'accesso al gratuito patrocinio, per le categorie di soggetti deboli e vulnerabili. Solo così si possono ripristinare le condizioni minime che uno stato di diritto deve tenere ferme in questa materia".
Tecnici Camera: "Su avvocati limiti di spesa potrebbero non essere idonei"
Sempre per quanto riguarda la norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri, il dossier sulla verifica delle quantificazioni del dl Sicurezza arrivato in Commissione Bilancio della Camera spiega che "i limiti di spesa previsti sembrerebbero sufficienti a garantire ai rappresentanti legali un numero di compensi pari a 400 nel 2026 (246.000/615) e a 800 nel 2027 (492.000/615). Pertanto, considerato che in base ai dati del Ministero dell'interno nel 2025 i rimpatri volontari assistiti sono stati 675, appare opportuno acquisire elementi di informazione volti ad assicurare il carattere prudenziale del limite di spesa fissato, con particolare riguardo al 2026, fornendo a tal riguardo informazioni sulla distribuzione temporale dei rimpatri avvenuti nel 2025, posto che il citato limita di spesa potrebbe non essere idoneo a garantire un numero di compensi corrispondente a quello dei rimpatri avvenuti nello stesso arco temporale del 2025".