Abuso d'ufficio, Ue approva direttiva anticorruzione: l'Italia deve reintrodurre il reato
PoliticaL’Europarlamento ha dato il via libera alla direttiva che stabilisce quali casi dovranno essere qualificati come reati a livello comunitario: tra questi c’è anche l’abuso d'ufficio, non più presente nel nostro Paese. "Dovrà essere obbligatoriamente reintrodotto per almeno due fattispecie, le più gravi", ha dichiarato la relatrice Raquel Garcia Hermida
Il Parlamento europeo ha dato il via libera con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astenuti alla direttiva anticorruzione, che stabilisce le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai Paesi europei. Presente nella lista dei reati un articolo dedicato all'abuso d'ufficio definito "esercizio illecito di funzioni pubbliche" e su cui la direttiva chiede che gli Stati membri adottino le misure necessarie per fare in modo che "costituiscano reato determinate violazioni gravi della legge derivanti dall'esecuzione o dall'omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico". "L'Italia dovrà obbligatoriamente reintrodurre come reato almeno due fattispecie, tra le più gravi, nell'ambito dell'abuso di ufficio - ha sottolineato la relatrice Raquel Garcia Hermida - Il mandato è molto chiaro sull'abuso di ufficio".
Cosa prevede la normativa
Il nuovo quadro mira a colmare le lacune nell'applicazione delle norme modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni. I Paesi europei potranno dunque adottare norme più severe e adattarle ai propri sistemi giuridici. La cooperazione tra autorità nazionali e organismi Ue, tra cui l'Olaf, Procura europea, Europol ed Eurojust, sarà rafforzata, insieme allo scambio di informazioni e al coordinamento. Gli Stati membri dovranno inoltre pubblicare ogni anno dati comparabili e leggibili, per migliorare la trasparenza e il processo decisionale basato sull'evidenza. I membri comunitari dovranno infine adottare e aggiornare regolarmente strategie nazionali anticorruzione, coinvolgendo la società civile, nonché effettuare valutazione dei rischi e garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e garantire la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici.
Metsola: "Italia ha votato a favore delle regole"
"Se guardo ai voti all'interno del Consiglio Ue, l'Italia ha votato a favore di queste regole. Quindi spero che la direttiva sia applicata", ha dichiarato la presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola rispondendo a una domanda sull'ok alla direttiva anticorruzione, che contiene anche la fattispecie dell'abuso di ufficio.
Amoroso: "Politica chiamata a prendere atto"
Sul tema si è espresso anche il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, nel corso della conferenza stampa a margine della relazione annuale: "Se questa direttiva del Parlamento Europeo modifica il quadro normativo, è possibile che la Corte sarà chiamata nuovamente a fare il controllo che l'articolo 111, primo comma, della Costituzione prevede. Prima ancora, ovviamente, sarà la politica chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea".
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Busia: "Ora l'Italia colmi il vuoto di tutela"
"Sappiamo che, purtroppo, negli ultimi anni la normativa italiana per combattere e prevenire la corruzione ha fatto segnare diversi arretramenti: speriamo che il rapido recepimento della direttiva sia l'occasione per colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio, così da rafforzare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche e quindi di migliorare la qualità della nostra democrazia", ha dichiarato il presidente dell'Autorità anticorruzione, Giuseppe Busia, che plaude al voto di stamane sulla direttiva Ue che stabilisce le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi europei. "Il via libera a stragrande maggioranza del Parlamento europeo della direttiva Ue anticorruzione costituisce un passaggio fondamentale per l'Europa intera e i Paesi membri. In una materia tanto essenziale per la tutela dello stato di diritto e per lo sviluppo economico, fissa finalmente standard comuni e soprattutto scongiura il rischio, tutt'altro che teorico, di passi indietro da parte di singoli paesi membri", ha osservato il presidente Anac. Si tratta, ha precisato, "di un testo meno ambizioso rispetto alla proposta iniziale della Commissione, ma rappresenta un caposaldo di ciò che l'Europa vuole essere e di come si vuole presentare di fronte al mondo, divenendo anche uno strumento per attrarre investimenti internazionali da parte dei grandi gruppi che giustamente richiedono di muoversi in ambienti economici trasparenti e liberi da condizionamenti impropri". Busia ha poi concluso sottolineando come "questa direttiva "è molto importante perché colmerà le lacune nell'applicazione delle norme, in particolare nei casi transfrontalieri, modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni. Vengono stabilite a livello europeo le fattispecie di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue, tra cui corruzione nel settore pubblico e in quello privato, appropriazione indebita, ostruzione della giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni, arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato, armonizzandone le sanzioni. Oggi noi presiediamo l'European Network for Public Ethics, la rete delle Autorità dei Paesi membri che si occupano di etica pubblica ed il voto di oggi costituisce anche un successo per tale organizzazione, che fin da subito ha posto al centro della propria azione l'interlocuzione con le istituzioni europee proprio per spingere verso l'approvazione di regole comuni, quali quelle che adesso arrivano dalla direttiva. Auspichiamo ora che quanto prima si arrivi alla conclusione dell'iter, con il voto del Consiglio".