Lo ha scritto in una lettera il Presidente della Repubblica. Cinque anni fa Attanasio, ambasciatore nella Repubblica democratica del Congo dal 2017 fino alla sua morte, perse la vita in un attentato i cui contorni ancora oggi non sono del tutto chiari. Aveva 43 anni, era spostato e padre di tre figlie piccole. Insieme a lui furono assassinate altre due persone, il carabiniere che era di scorta e il loro autista. Era nato nel 1977 a Saronno
"L'iniziativa per commemorare il quinto anniversario della cruenta scomparsa dell'ambasciatore Luca Attanasio, del Carabiniere Scelto Vittorio Iacovacci e dell'autista Mustapha Milambo richiama a riaffermare, con profonda commozione, la più sentita vicinanza della Repubblica ai familiari delle vittime e all'intera comunità. Nel drammatico scenario di crisi che ancora funesta la Repubblica Democratica del Congo, il ricordo dell'Ambasciatore Attanasio e della sua missione resta quanto mai esemplare". Queste le parole scritte dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al sindaco del Comune di Limbiate, Antonio Domenico Romeo e proprio alla famiglia di Attanasio.
La lettera di Mattarella
Nella lettera, il presidente Mattarella ha aggiunto che la dedizione di Attanasio "incarna i nobili ideali dell'Italia repubblicana che guarda al continente africano con spirito di cooperazione e sentimenti di umanità. Il valore dell'impegno quotidiano dei servitori della Repubblica Italiana che, con coraggio e senso del dovere, operano in territori segnati da instabilità e pericoli, si ripropone nella figura di Attanasio e di quanti erano con lui". Le manifestazioni promosse dal Comune di Limbiate rappresentano, ha proseguito il Presidente della Repubblica, "un giusto tributo a chi è caduto nell'adempimento del dovere. Nell'esprimere gratitudine agli organizzatori e a quanti sono oggi presenti, sono certo che il sacrificio dell'ambasciatore Attanasio e di chi lo accompagnava rimarrà patrimonio vivo della memoria collettiva di ciascuno".
La morte di Luca Attanasio
Cinque anni fa, come detto, veniva ucciso Luca Attanasio, ambasciatore nella Repubblica democratica del Congo dal 2017 fino alla sua morte, avvenuta il 22 febbraio del 2021. Aveva 43 anni, era spostato e padre di tre figlie piccole. Insieme a lui furono assassinate altre due persone, il carabiniere che era di scorta e il loro autista. Era nato nel 1977 a Saronno, aveva intrapreso la carriera diplomatica nel 2003 impegnandosi in diverse sedi, tra cui Svizzera, Marocco e Nigeria. Un diplomatico che alle doti professionali aveva aggiunto le sensibilità sue grandi doti umane. Molto vicino alle varie emergenze sociali del continente africano oltre che attivo in molti programmi di aiuto promossi dalla Comunità di Sant'Egidio, nel 2020 ha ricevuto il Premio internazionale Nassiriya per la Pace "per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli". Attanasio è stato assassinato in un attacco armato contro un convoglio del Programma alimentare mondiale (Pam) dell'Onu, vicino a Goma, nell'est del Congo. Nell'attentato hanno perso la vita anche il carabiniere Vittorio Iacovacci e l'autista congolese Mustapha Milambo. Le circostanze dell'attacco restano ancora oggi non del tutto chiare, ma l'ipotesi è che si sia trattato di un tentativo di rapimento finito tragicamente.