Vannacci e il caso del marchio “Futuro Nazionale”, già esistente dal 2010

Politica

Depositato il 3 settembre 2010 e registrato il 25 febbraio 2011 da Riccardo Mercante, ex consigliere regionale del Movimento 5 stelle in Abruzzo (deceduto in un incidente stradale nel 2020), il marchio sarebbe entrato nella successione ereditaria andando a finire nelle mani della compagna e dei figli. Secondo le verifiche dell'ANSA, però, non sarebbe stato rinnovato alla scadenza dei 10 anni e quindi sarebbe libero da proprietà

ascolta articolo

Da una parte Roberto Vannacci, fresco di uscita dalla Lega, dall’altra la vedova di Riccardo Mercante, ex consigliere regionale del Movimento 5 stelle in Abruzzo deceduto in un incidente stradale il 16 settembre 2020. In mezzo il nome e il logo di “Futuro Nazionale”. La vedova di Mercante, Marina Caprioni, ne rivendica la proprietà intellettuale sostenendo che “quel nome e quel simbolo appartengono alla memoria di mio marito” e non saranno ceduti a nessuno. "Non mi piace Vannacci. Non mi piace proprio. E non intendiamo cedergli il marchio depositato da mio marito" dice al Fatto.

La contesa

Depositato il 3 settembre 2010 e registrato il 25 febbraio 2011 all'Ufficio brevetti e marchi del ministero delle Imprese, il marchio “Futuro Nazionale”, dopo la morte di Mercante, sarebbe entrato nella successione ereditaria andando a finire nelle mani della compagna e dei figli. Ma, secondo quanto verificato dall'ANSA, il marchio non sarebbe stato rinnovato alla scadenza dei 10 anni, ovvero nel 2020. Quindi, secondo quanto stabilito dalla normativa, sarebbe libero da proprietà. "Finché non c'è nulla di diverso - commenta Vannacci all'ANSA - continueremo a usare il simbolo. Se non c'è nulla di vietato si può usare". La moglie del defunto primo titolare ha replicato che la soluzione della questione "è affidata ai legali di famiglia: saranno loro a verificare i termini della vicenda e se nel caso come comportarsi in via ufficiale".

Approfondimento

Futuro Nazionale, cosa sappiamo sul nuovo partito di Roberto Vannacci

Politica: I più letti