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Vannacci: "Un sondaggio Youtrend ci dà al 4,2%, mica male. Il traditore è Salvini"

Politica

Il generale parla all'indomani della presentazione della sua lista Futuro Nazionale: "Io sleale? È la Lega che continua a promuovere determinate idee e concetti. Non solo sulle armi all'Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero"

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"Io sleale? E' stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un'altra direzione. Non solo sulle armi all'Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero". Lo ha detto Roberto Vannacci, intervistato dal quotidiano "La Repubblica" poco prima di iniziare una conferenza stampa a Modena. "Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma E' Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo", ha sottolineato ancora.

L'addio alla Lega

Vannacci aveva detto addio alla Lega nelle scorse ore. "Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci", aveva spiegato l'europarlamentare e ormai ex vicesegretario federale del Carroccio, che ha deciso di fondare un nuovo partito: Futuro Nazionale. Duro il commento del leader leghista, Matteo Salvini, che a caldo si è subito detto "deluso e amareggiato".

Vannacci: "4% per qualcosa che non esiste è una bella rampa di lancio"

"Non faccio analisi elettorale. Stamattina un sondaggio presentava qualcosa che ancora non esiste al 4,2%, mica male come rampa di lancio. Significa che c'è qualcuno che apprezza i valori del mio partito che ho specificato nel mio manifesto", ha riferito ancora Vannacci da Modena, commentando un sondaggio di YouTrend relativo alla sua nuova formazione politica. 

Il rapporto con la Lega

"Lealtà non vuol dire obbedienza cieca e assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non significa rifiutarsi di pensare. Io sono rimasto fedele: sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro" su certi valori", ha ribadito ancora Vannacci. Nella Lega "non mi è stata data la possibilità di essere incisivo dal punto di vista politico. Tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri nei miei confronti". Poi, "mi sono reso conto di dover fondare un soggetto politico che rispondesse ai miei valori". 

Il documento di Zaia

Analizzando la situazione, il generale ha spiegato ancora la sua decisione. "Non è possibile nei giorni pari dire di essere identitari e sovranisti e nei giorni dispari dire invece di essere liberali e progressisti, come si proponeva il documento di Zaia", ha detto. "Non è possibile  i giorni pari fondare una campagna pubblica dicendo basta armi all'Ucraina e poi il giorno dopo invece firmare il decreto di consegna delle armi all'Ucraina. Non è possibile fare una campagna pubblicitaria ed elettorale dicendo che si vuole demolire la legge Fornero e poi invece rimanere all'interno di una coalizione che la legge Fornero l'ha confermata e se vuole anche inasprita". E poi, ancora, "non è possibile dire che è inopportuna una riunione alla Camera di liberi cittadini che vogliono presentare una proposta popolare di legge e poi invece indire il 18 aprile una piazzata a Milano con il tema la riemigrazione", ha sottolineato. 

La "coalizione di destra ancora più forte"

"I miei princìpi e i miei valori rimangono fissi. Non rinuncio alla mia identità per un compromesso e un inciucio", ha argomentato ancora Vannacci, sempre secondo quanto riportato da "La Repubblica" . E, sulla sua idea di destra per il nuovo partito, Futuro Nazionale, ha sottolineato: "E' una destra vera, il contrario di moderato non è estremo, ma è forte. Perché dovrebbe essere una destra nera? È vera". La sinistra potrebbe essere favorita da questa scelta? "Bisogna avere una certa fantasia da questo punto di vista. Voglio rendere la coalizione di destra ancora più forte, anche perché spero di richiamare molta gente che crede nell'identità, crede nei valori e che quindi spero che torni a votare".

I discorsi con il Cremlino

Vannacci poi, ha fatto riferimento anche alla Russia. "Il Cremlino a lungo è stato giudicato intoccabile, impossibile parlarne. Negli ultimi giorni, prima Meloni, poi Merz, poi Macron, per ultimo il russofobo Stoltenberg, hanno detto che è il caso di parlare con Putin. Credo sia il caso: una nazione che si rispetti non smette mai di dialogare anche con i nemici. Anche nei periodi bellici più conflittuali i canali diplomatici non vengon mai chiusi, cosa che è accaduta con questa guerra con l'Ucraina". E ancora: "Putin  è stato condannato per crimini di guerra, Macron nelle chat segrete con Trump aveva proposto di invitarlo all'Eliseo. Chi lo avrebbe aspettato allo Charles de Gaulle, la gendarmerie?" 

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