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Legge sulle lobby approvata alla Camera: il testo passa all'esame del Senato

Politica
©Ansa

Un via libera che arriva dopo un lungo lavoro istruttorio. Il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera: "L'Italia colma finalmente un vuoto normativo che durava da decenni e rafforza la trasparenza e la qualità della democrazia"

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Dopo decenni di tentativi, arriva un primo risultato concreto: la Camera ha approvato in prima lettura la legge sulla regolamentazione delle lobby. I voti favorevoli sono stati 122, mentre le 104 astensioni sono arrivate da tutte le opposizioni. Il provvedimento, che ora passa al Senato, introduce per la prima volta una disciplina organica dell’attività di rappresentanza di interessi, richiesta anche dalla Corte costituzionale nella recente sentenza sul traffico d'influenze, con l'obiettivo di rendere più trasparenti i rapporti tra politica e soggetti privati.

Una riforma attesa da decenni

Il testo è il frutto di un'ampia indagine conoscitiva promossa dal presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Nazario Pagano, che ne è anche relatore. L'approvazione arriva dopo i richiami della Corte costituzionale e dell'Unione europea a dotarsi di una normativa organica, in linea con quanto già avviene in diversi Paesi, dal Canada alla Francia. Nelle ultime legislature erano state presentate oltre cento proposte di legge sul tema, senza però mai arrivare al traguardo.

Il Registro

La riforma punta a regolamentare l'attività dei rappresentanti di interessi come contributo ai processi decisionali pubblici, nel rispetto della normativa vigente e dell’autonomia delle istituzioni, e con obblighi di lealtà e integrità. Il cuore del provvedimento è l'istituzione, presso il Cnel, del Registro pubblico per la trasparenza dell'attività di rappresentanza di interessi: un registro unico e obbligatorio, destinato ad assorbire anche quelli già attivi presso altre istituzioni, come quello creato alla Camera durante la presidenza Fico. Sempre al Cnel nasce un Comitato di sorveglianza incaricato di verificare le iscrizioni e applicare le sanzioni, che vanno dalle multe alla cancellazione.

Diritti e doveri

Gli iscritti al Registro dovranno aggiornare con cadenza ravvicinata l'elenco degli incontri avuti con i decisori pubblici, indicando luogo, tema e partecipanti. Non potranno iscriversi coloro che abbiano riportato condanne definitive superiori a due anni per reati contro la Pubblica amministrazione. Dopo l'approvazione della legge, l'Istat dovrà inoltre introdurre un codice Ateco specifico per i rappresentanti di interessi.

Pagano: "Un passo storico"

Le opposizioni si sono astenute nel voto finale, chiedendo modifiche tra cui lo spostamento del Registro dall’ambito del Cnel all9Agcom. Per Pagano, però, il via libera della Camera rappresenta "un passo storico" verso una disciplina organica della rappresentanza di interessi, colmando un vuoto normativo che durava da decenni e rafforzando la trasparenza democratica. Il presidente della Commissione rivendica il lavoro svolto in questi mesi, definendo il testo "equilibrato e rispettoso dei principi costituzionali", frutto di audizioni, confronti e collaborazione tra maggioranza e opposizione.

Pagano ringrazia i costituzionalisti che hanno contribuito alla stesura e sottolinea che la legge "non è contro qualcuno, ma una riforma di sistema che riporta il dialogo tra istituzioni e società dentro regole chiare e conoscibili". Ricorda inoltre che la normativa è stata sollecitata dalla Corte costituzionale, dall'Ue e dal Consiglio d'Europa. Ora auspica che il Senato completi rapidamente l'iter, consegnando all'Italia una disciplina sulla rappresentanza di interessi in linea con le grandi democrazie europee.

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