Elezioni, Calenda a Sky TG24: "Cambiare il Pnrr? Una ridicolaggine"

Politica

Per il leader di Azione, votare Meloni "vuol dire essere isolati internazionalmente, non essere nella cabina di regia che gestisce il quantitative easing, essere messi in una condizione di estremo isolamento". Attacco anche alla Bonino: "Va col Pd? Contrario a ciò che ha predicato"

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Il leader di Azione Carlo Calenda, ospite di Sky TG24, attacca il centrodestra sulla ventilata modifica del Pnrr definendola "ridicola" e critica anche l’ex alleata Emma Bonino, a capo di +Europa. "Quando mi hanno detto che si candidava al Senato - ha detto Calenda su Bonino - ho pensato che si candidasse nelle liste del suo partito, non del Pd. Tutta la vita mi ha detto che i radicali odiavano 'i dipendenti di sinistra', personalità che il Pci candidava nelle sue liste ma che non appartenevano al Pci. Spero sia una news finta: come fa la Bonino a candidarsi nella lista proporzionale sotto il Pd avendo un partito che si chiama Più Europa? Che fa chiude il partito? Credo sia una fake news" (VERSO LE ELEZIONI, TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). 

“Cambiare il Pnrr? Una ridicolaggine”

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Cambiare il Pnrr? "Si può fare solo in presenza di condizioni impeditive. Non è che si può fare perché Salvini vuole abolire la Fornero o fare quota 25. Questa cosa qua è una ridicolaggine. Agli italiani dico: avete sentito Berlusconi offrire le dentiere, Salvini fare la flat tax, la Meloni dire l'Italia prima di tutto contro l'Europa, come andrà a parlare del Pnrr in Europa? Noi faremo le cose sul serio", ha detto Calenda. Che non ha mancato di attaccare "Berlusconi, Salvini, Cinque Stelle e Fratoianni” perché “hanno fatto saltare Draghi mentre faceva la battaglia sul price cap del gas in Europa. Ora pagheranno imprese e cittadini. Le navi di rigassificazione vanno fatte a Piombino. A chi dice che sono pericolose, rispondo che anche Barcellona ce l'ha".

 

Calenda a Bonino: “Continua a sostenere il caos della coalizione di sinistra”

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Calenda ha poi proseguito sulle critiche a Bonino sottolineando di essere “contento di fare un confronto con lei. Abbiamo costruito un pezzo di strada assieme, dopodiché non l'ho più capita, ha continuato a sostenere il caos della coalizione di sinistra: non hanno un programma per governare, hanno 4 programmi”. L’esponente del Terzo polo ha precisato: “Questo è contrario a tutto quello che la Bonino ha predicato nel corso degli anni. Però fatti suoi, non penso averla in Parlamento sia negativo. Spero che la smetta di insultare, perché io non rispondo perché i miei genitori mi hanno insegnato che non si risponde agli insulti, specie quando a farli è una signora". Poi ha provocatoriamente aggiunto: "Ad Emma Bonino dico che se si è candidata nel Partito democratico forse è il caso di chiudere +Europa. Se il leader di un partito si candida nelle liste di un altro partito, immagino che questo partito non si presenterà alle elezioni, altrimenti è davvero una presa in giro dell'elettorato". 

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Il leader di Azione si è anche soffermato su Giorgia Meloni, a capo di Fratelli d’Italia, partito che i sondaggi danno come vincente alle prossime elezioni politiche del 25 settembre. "Se la gente votasse Meloni e non la fiamma – ha spiegato - non avrebbero messo la fiamma nel simbolo. Allora perché l'hanno messa? La realtà è che è molto equivoco il rapporto della Meloni col fascismo, ma il tema non è il ritorno al fascismo, ma l'anarchia”. Calenda ha poi sottolineato che votare FdI “vuol dire essere isolati internazionalmente, far saltare il Pnrr, non essere nella cabina di regia che gestisce il quantitative easing, essere messi in una condizione di estremo in isolamento. Per una Paese che vive di made in Italy e di protezione finanziaria europea è grave". Calenda ha specificato di essere l'unico leader in Italia “che ha detto 'brava' alla Meloni. Il problema è che due giorni dopo ha messo il simbolo di un partito fascista nel suo simbolo. Dico alla Meloni: all'estero non parlano tanto di fascismo, ma lo prendono molto sul serio. Se tu hai nel tuo logo un simbolo fascista non ti stringono la mano, perché il fascismo è considerato tabù. Consiglio alla Meloni di stare molto attenta al disastro che può provocare all'Italia, non chiarendo questa posizione".

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