Elezioni comunali, a Piacenza ballottaggio tra Tarasconi e Barbieri: cosa c’è da sapere

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Al primo turno nella città emiliana nessun candidato ha raggiunto la maggioranza richiesta del 50% più uno. I cittadini tornano quindi alle urne il 26 giugno e devono scegliere tra la consigliera regionale del Pd (appoggiata da una coalizione di centrosinistra) e la sindaca uscente, sostenuta dal centrodestra

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Piacenza è uno dei tredici capoluoghi di provincia che non sono riusciti a eleggere il nuovo sindaco al primo turno delle elezioni comunali che si sono tenute lo scorso 12 giugno (I RISULTATI - CHI ERANO I CANDIDATI). Nella città emiliana, nessuno dei candidati ha raggiunto la maggioranza del 50%+1 richiesta e si andrà quindi al ballottaggio tra i due nomi più votati. I piacentini tornano dunque alle urne domenica 26 giugno e dovranno scegliere tra Katia Tarasconi e la sindaca uscente Patrizia Barbieri (LO SPECIALE SULLE COMUNALI DI SKY TG24 - L'ANALISI DEI RISULTATI).

Come è andato il primo turno

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Al primo turno erano sei i candidati alla guida di Palazzo Mercanti. La sindaca uscente Patrizia Barbieri, come nel 2017, si è presentata come nome di punta del centrodestra, sostenuta da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e dalla sua lista Patrizia Barbieri sindaco: ha ottenuto il 37,72% dei voti. Va al ballottaggio con la consigliera regionale Katia Tarasconi, appoggiata da una coalizione di centrosinistra che vede insieme Pd, Azione, Piacenza oltre, Piacenza coraggiosa, Pensionati piacentini e Katia Tarasconi-Lista civica per Piacenza: al primo turno è arrivata prima col 39,93% dei voti. Si è fermato al 10,70% Stefano Cugini, sostenuto da MoVimento Cinque Stelle, Alternativa per Piacenza, Europa verde e Sinistra. Altro nome in corsa era quello dell’avvocato e presidente esecutivo della Banca di Piacenza Corrado Sforza Fogliani (Liberali di Piacenza): ha ottenuto l'8,30%. Per Piacenza rinasce - lista nata sulla scia delle proteste No Green pass e No Vax - si era presentato il medico in pensione Maurizio Botti (ha ottenuto l'1,92% dei voti), mentre per il Movimento 3V (Vaccini vogliamo la verità) si era presentata Samantha Favari (ferma all'1,43%). 

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Al primo turno a Piacenza sono state decisive le divisioni: il centrosinistra spera che Katia Tarasconi possa contare anche sui voti andati al primo giro a Stefano Cugini, sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle, che ha preso più del 10%. In vista del secondo turno non sono stati formalizzati apparentamenti, ma è a questi elettori che Tarasconi si rivolge: se riuscirà a portarli tutti dalla propria parte può avere chance di vittoria. Il centrodestra a Piacenza si presentava unito. A pesare, però, è stata anche l'opposizione alla sindaca dei liberali piacentini che fanno capo a Corrado Sforza Fogliani, forti dell'8%, mentre Barbieri si è fermata attorno al 38%. Determinante, in vista del ballottaggio, sarà il comportamento di quest'area politica che si colloca nel centrodestra, ma è fortemente critica nei confronti dell'amministrazione Barbieri. Visto l'esiguo distacco fra le due candidate principali il ballottaggio si annuncia particolarmente equilibrato.

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La scheda per il ballottaggio comprende il nome e il cognome dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro l'apposito rettangolo, sotto il quale sono riprodotti i simboli delle liste collegate. Il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto. Come da normativa vigente, "dopo il secondo turno è proclamato eletto sindaco il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. In caso di parità di voti è proclamato eletto sindaco il candidato collegato, ai sensi del comma 7, con la lista o il gruppo di liste per l'elezione del consiglio comunale che ha conseguito la maggiore cifra elettorale complessiva. A parità di cifra elettorale, è proclamato eletto sindaco il candidato più anziano d’età”.

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