Legge contro la vulvodinia, flashmob con Giorgia Soleri e Damiano dei Maneskin

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Il cantante del gruppo rock in piazza davanti a Montecitorio accanto alla sua fidanzata Giorgia Soleri per un flash mob per il riconoscimento della vulvodinia e neuropatia del pudendo. La proposta per il riconoscimento di queste patologie è stata depositata alla Camera e al Senato

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C'è anche Damiano, il cantante dei Maneskin, in piazza davanti a Montecitorio accanto alla sua fidanzata Giorgia Soleri per un flash mob per il riconoscimento della vulvodinia e neuropatia del pudendo. La proposta di legge per il riconoscimento di queste patologie è stata depositata alla Camera e al Senato, appoggiata da gran parte dei gruppi parlamentari intervenuti oggi in conferenza stampa: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Italia Viva, Lega Nord, Coraggio Italia, +Europa.

La storia di Giorgia Soleri

"Ho iniziato a soffrire a 16 anni, la diagnosi è arrivata quando ne avevo 24. Ho passato otto anni della mia vita sentendomi dire che ero ipocondriaca, che tutto era nella mia testa". A parlare è Giorgia Soleri, modella di professione e compagna di Damiano David - frontman dei Maneskin - nella vita. Il dolore di cui parla altro non è che la Vulvodinia, un disturbo invalidante che si manifesta con forti dolori alla vagina. "Ho speso decine di migliaia di euro per curarmi", continua Giorgia Soleri, "l'ho potuto fare solo grazie al sostegno della mia famiglia e del mio compagno".

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I numeri delle persone che soffrono di questo disturbo non è ancora certificato, il Comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo chiede con la proposta di legge di avviare una ricerca per avere dati certi: "Si parla di un 10-15% d'incidenza", spiega Silvia Carabelli, del Comitato. "Ci sono dei farmaci, ma oggi sono prescritti tutti off label, quindi si pagano per intero nonostante la prescrizione medica", aggiunge Carabelli. Inoltre i tempi delle terapie possono essere anche molto lunghi e la spesa insostenibile per molte famiglie, "si parla di 300-500 euro spesi al mese".

La proposta di legge

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Di qui la proposta di legge che prevede, per prima cosa, il riconoscimento della vulvodinia e neuropatia del pudendo nei livelli essenziali di assistenza come malattie croniche e invalidanti. La malattia infatti, "non permette di stare seduti a lungo, anche solo un'ora diventa un tempo insospportabile per chi ha i dolori", spiega Giorgia Soleri. Il secondo punto contenuto nella proposta di legge prevede l'individuazione di centri di riferimento pubblici regionali per il corretto trattamento del dolore pelvico. 

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