Simone Pillon sarà tra i relatori al Senato della legge sul fine vita

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La scelta ha suscitato parecchie polemiche perché il senatore del Carroccio si era opposto al testo del ddl. Ma ha assicurato comunque il suo impegno sull'iter del provvedimento che è stato già approvato alla Camera

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Tra i relatori al Senato del disegno di legge sul fine vita c'è anche uno dei suoi più noti oppositori, il leghista Simone Pillon. L'approvazione definitiva sarà quindi una partita difficile. Sul testo sono già iniziati i battibecchi con il centrosinistra. Si è deciso alla fine di scegliere quattro relatori divisi tra i due schieramenti. Oltre a Pillon ci saranno Alessandra Maiorino (M5s), Caterina Biti (Pd) e Maria Rizzotti (FI). Ma a far discutere è la scelta del senatore del Carroccio che solo lo scorso 16 febbraio, subito dopo il no della Corte Costituzionale al referendum sull'eutanasia, aveva ribadito la sua contrarietà a questo intervento in materia di fine vita. Ancor prima, in occasione della "sentenza Cappato", Pillon aveva protestato parlando di un giudizio che apre "la strada al suicidio di Stato”. 

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 "Lavorerò con grande attenzione, tenendo sempre presente la necessità di tutelare in ogni modo i nostri anziani e le persone più deboli e fragili dal rischio di vedersi privati delle cure necessarie". Con queste parole, Pillo ha voluto assicurare il suo impegno sull'iter della legge già approvata alla Camera. "Sono contro ogni forma di accanimento terapeutico ma non possiamo dimenticare che, come scrive anche la Consulta, la vita è il primo e più prezioso dei diritti, da cui dipende ogni altro diritto". I relatori del testo saranno due di centrodestra e due di centrosinistra

Associazione Luca Coscioni: la nomina di Pillon è provocatoria

 "La calendarizzazione della legge sul suicidio assistito nelle commissioni Giustizia e Sanità del Senato è sicuramente una buona notizia ma l'averla affidata a ben quattro relatori rischia di complicare l'adozione del testo finale". Lo hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario Nazionale e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni che sulla presenza di Pillon come relatore dichiarano: e' emblematica di una volontà di scontro che non crediamo sia condivisa nemmeno da tutto il centrodestra. "La nomina di Pillon per quanto provocatoria, non deve diventare per nessuno un alibi o un pretesto per ritardare l'esame del provvedimento o rinunciare a migliorare il testo da parte di coloro che sostengono la legge, a partire da M5S e Pd" conclude Cappato. 

Cosa prevede il testo

La Camera lo scorso 10 marzo ha dato via libera con 253 voti a favore, 117 contrari e un astenuto alla proposta di legge sulla “morte volontaria medicalmente assistita”. Il testo, che ora deve passare al Senato, è stato respinto da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Coraggio Italia e Noi con l’Italia. In caso di votazione positiva da parte di Palazzo Madama, diventerà legge. Il ddl recepisce la "sentenza Cappato" della Corte costituzionale del 2019, dando la possibilità a tutti coloro che hanno malattie irreversibili, con alcune caratteristiche riconosciute dalla Consulta, di chiedere il suicidio assistito. Quest'ultimo sarebbe permesso senza che infermieri, medici e personale amministrativo che aiuta i malati possano essere accusati di aiuto o istigazione al suicidio, ma anche omissione di soccorso. In caso di approvazione, quindi, tutte le persone in condizioni irreversibili non avrebbero più bisogno di andare a morire in un altro Paese, come fece Fabiano Antoniani, meglio noto come "Dj Fabo", nel 2017. 

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