Riforma della giustizia 2022, quali sono i punti in discussione

Politica

Sono in corso le votazioni sui 38 Ordini del giorno: parere contrario a tutti quelli presentati da Italia viva. Oggi il voto finale alla Camera

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L'impianto per il momento viene salvaguardato, ma salta il sorteggio dei colleghi per l'elezione del Consiglio superiore della magistratura. Dopo settimane di mal di pancia, tra le toghe in primis e con una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che sembrava a un passo dal tagliare il traguardo, almeno alla Camera, in tempi brevissimi, arriva il dietro-front sul sorteggio dei distretti, pensato in origine proprio per recidere quel legame tra eletti al CSM e correnti, all'origine delle nomine pilotate del cosiddetto "caso Palamara". Sul punto si torna dunque al testo precedente, i collegi verranno formati dai distretti di Corte d'Appello, territorialmente contigui, con un numero di elettori simile.

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Soddisfatta l'Associazione nazionale magistrati, che resta però in stato di agitazione per una riforma che, dice il Presidente Santalucia, guarda al passato, è punitiva e relega a un ruolo impiegatizio una magistratura, tanto che, se non ci saranno modifiche, le toghe ipotizzano uno sciopero, su cui l'Assemblea Generale della Magistratura associata, dovrà pronunciarsi il 30 aprile.

Stop alle "porte girevoli"

Tra i punti chiave della riforma della ministra Cartabia c'è il cosiddetto stop alle "porte girevoli": chi entra in politica, non potrà tornare in magistratura e chi si candida senza essere eletto per 3 anni non potrà esercitare nel distretto in cui lavorava. Sulla separazione delle funzioni tra giudici e magistrati, la riforma prevede un solo passaggio, nel penale, entro i 10 anni dall'assegnazione della prima sede. Mentre per evitare le cosiddette nomine a pacchetto, l'assegnazione degli incarichi direttivi, semi-direttivi, verrà decisa in base all'ordine cronologico delle scoperture e dopo l'audizione di non meno 3 candidati per ciascun posto.

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Sulla riforma e sugli emendamenti, la maggior parte dei quali presentati da Fratelli d'Italia, Gruppo misto e Italia viva mentre la Lega ne ha presentati solo 3, pesa anche il parere della commissione Bilancio, che ha inviato 60 pagine al Governo, chiedendo chiarimenti su alcune coperture.  Sono in corso le votazioni sui 38 ordini del giorno al testo, dopodichè si passerà alle dichiarazioni di voto finali sul provvedimento, che riceverà il via libera nel tardo pomeriggio. Il governo, con il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, rende parere contrario su tutti gli ordini del giorno presentati dai deputati di Italia viva, tra cui la capogruppo Maria Elena Boschi, alla riforma dell'Ordinamento giudiziario. Gli occhi restano puntati su ciò che accadrà in Senato, dove i numeri consentono geometrie diverse e dove l'iter della riforma si annuncia tutt'altro che in discesa.

Sisto: "Anche al Senato i partiti saranno leali"

"Sono convinto che la lealtà delle forze di maggioranza porterà ad una rapida conclusione della riforma dell'ordinamento giudiziario anche al Senato". Così a Sky TG24 il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. "È stato un percorso complesso - ha aggiunto -, in cui tutti hanno fatto un passo indietro per farne due avanti". Poi, rispetto alle proteste dell'Anm sulla riforma, ha commentato: "Il confronto con il sindacato delle toghe, con l'avvocatura e gli stakeholders è stato costante. Poi arriva il momento della decisione, e questa spetta al Parlamento: e le leggi non possono che valere per tutti". 

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