Draghi sullo stop al gas russo: "Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?" VIDEO

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Dopo l'approvazione del Def, il primo ministro italiano ha commentato così l'ipotesi di un eventuale embargo sul gas russo per far pressione su Putin e spingerlo a fermare la guerra in Ucraina.  Lo stop alle forniture "non è oggetto di discussione", spiega Draghi, che però aggiunge: "Se ci propongono l'embargo sul gas e se l'Unione europea è uniforme su questo, noi saremo ben contenti di seguire". Se il gas russo si fermasse ora, "fino a tardo ottobre saremmo coperti dalle nostre riserve"

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"Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace. Di fronte a queste due cose, cosa preferiamo: la pace oppure star tranquilli con l'aria condizionata accesa tutta l'estate?". Questa la frase pronunciata dal premier Mario Draghi in conferenza stampa (VIDEO), dopo l'approvazione del Def. Un riferimento esplicito alla situazione in Ucraina e all'ipotesi di un embargo al gas russo per spingere Vladimir Putin a fermare la guerra nel Paese (GUERRA IN UCRAINA, LO SPECIALE DI SKY TG24 - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE).

Draghi: stop a gas russo? Non è una ipotesi al momento in discussione

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Sull'ipotesi di uno stop alla fornitura di gas russo, Draghi precisa che "non è al momento oggetto di discussione. Ma la situazione si sta modificando davanti ai nostri occhi". Il premier fa riferimento allo sconcerto per "devastazioni e massacri" in Ucraina: "L'aggressione premeditata si stava svolgendo in un modo terribile, ma ora sembra che i massacri di civili e bambini aumentino e questo porta a sanzioni sempre più severe". Ma se oggi l'embargo del gas non è in discussione, spiega Draghi, "tanto più diventa orrenda questa guerra, tanto più i paesi alleati si chiedono: 'in assenza di una nostra diretta partecipazione alla guerra cosa possiamo fare per farla smettere? Per consentire all'Ucraina di sedersi al tavolo di pace da 'non serva'". 

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Se per ipotesi le forniture di gas cessassero ora, Draghi sottolinea: "Fino a tardo ottobre siamo coperti dalle nostre riserve (VIDEO) e da varie altre produzioni. Le conseguenze non le vedremo fino all'autunno". Poi ribadisce: "Noi andiamo con quello che decide l'Unione europea. Se ci propongono l'embargo sul gas e se l'Unione europea è uniforme su questo, noi saremo ben contenti di seguire, qualunque sia lo strumento che considereremo più importante ed efficace per permettere una pace. Questo è quello che vogliamo. Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace. Di fronte a queste due cose, cosa preferiamo: la pace oppure star tranquilli con l'aria condizionata accesa tutta l'estate? Io la metterei in questi termini".

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