Corsa al Colle, Letta: "Berlusconi vicolo cieco". Fico: "Serve profilo con alta moralità"

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Il segretario del Pd chiude al nome del Cavaliere come successore di Mattarella ma non si sbilancia su possibili candidati: "Non è il momento di fare nomi". Così anche il M5s, che guarda a un presidente "che abbia principi e valori forti che rappresentano in tutto e per tutto il nostro Paese". Gli ex parlamentari pentastellati, espulsi e fuoriusciti, individuano nel vicepresidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena il loro candidato, che si dice onorato ma declina l'offerta

Sull'elezione del presidente della Repubblica torna a parlare il segretario del Partito Democratico Enrico Letta. Con la candidatura dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il rischio è di infilarsi "in un vicolo cieco", sostiene, commentando la lettera di venerdì 14 gennaio con cui i partiti della Centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia) hanno chiesto al Cavaliere di sciogliere la riserva "fin qui mantenuta" e così accettare la candidatura. Letta e i democratici, a otto giorni dall'inizio del vot - al via alle 15 del prossimo 24 gennaio - non indicano però ancora nessun nome. Così come il MoVimento Cinque Stelle, che si limita, come il Pd, a un secco no a Berlusconi. Dem e pentastellati tracciano solo il profilo della figura che a loro parere sarebbe adatta per il Quirinale: un profilo istituzionale, che metta d'accordo tutte le correnti politiche in Parlamento. Gli ex parlamentari del M5s - espulsi e fuoriusciti - hanno invece trovato un accordo su chi candidare. È Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, che però rifiuta l'invito  (TUTTE LE DATE DEL VOTO - LE PRECEDENTI ELEZIONI).

Letta: "Non è il momento di fare nomi"

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"In questo Parlamento nessuno ha la maggioranza. Dobbiamo trovare un'intesa su un presidente istituzionale, super partes e sulla prosecuzione della legislatura per affrontare Covid, Pnrr e il drammatico caro energetico che impatta sulle bollette", ha detto Letta al Tg3. La linea, per il momento, rimane quella di non avanzare alcuna proposta esplicita. Nessun commento sull'ipotesi del passaggio dell'attuale premier Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale, né su un secondo mandato di Sergio Mattarella. "Non è il momento di fare i nomi. Il nome dovremo deciderlo con i nostri alleati e il Centrodestra", sottolinea Letta, secondo cui prima di indicare una persona "serve un accordo tra le forze politiche per un patto di legislatura".

M5s: "Serve profilo di alta moralità"

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L'auspicio del presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico è che il prossimo presidente della Repubblica abbia un "profilo di alta moralità, aderente alla nostra Costituzione e ai principi e valori forti che rappresentano in tutto e per tutto il nostro Paese, che è un Paese dove c'è una grande civiltà". Sanità e scuola pubblica sono i "pilastri della nostra democrazia" che un capo dello Stato deve avere a cuore, dice Fico, secondo cui "sono molti" i personaggi che rispondono a questo profilo. Intanto, il vicepresidente del MoVimento Michele Gubitosa smentisce le voci secondo cui sarebbero 70 i parlamentari pentastellati che non sanno ancora cosa fare in vista delle elezioni. "L'assemblea congiunta si è espressa per dare pieno mandato a Giuseppe Conte a individuare un profilo di alto valore morale", ha detto a Mezz'ora, su Rai3, ribadendo però che il M5s non indicherà una figura per il Colle fino a che Berlusconi "scioglierà o meno la riserva" sulla sua candidatura. Su dove trovare il nome adatto, Gubitosa non chiude a nessuna corrente. "Non è escluso che questa figura si possa trovare nel Centrodestra o nel Centrosinistra", ha detto, ricordando che "ci vuole una figura di alto profilo istituzionale e morale che unisca il Paese".

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Dopo un sondaggio su una rosa di 13 candidati, gli ex pentastellati hanno trovato il loro punto d'incontro. "Per individuare una figura di alto profilo morale e tecnico da proporre per l'ormai prossima elezione del Presidente della Repubblica, si è aperto un confronto tra parlamentari del Gruppo Misto di Camera e Senato all'opposizione, che ha portato all'indicazione del professor Paolo Maddalena", hanno annunciato. Il diretto interessato, anche se si dice onorato dell'offerta, si tira però indietro. "È un grande onore che mi hanno reso, ma non sono candidato: non posso fare il Presidente della Repubblica, ho una discreta età e la mia vocazione è quella di fare il professore e di condividere gli studi approfonditi che ho fatto sulla nostra Costituzione", ha fatto sapere lo stesso Maddalena.

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La pensa diversamente Denis Verdini, ex senatore di Ala attualmente agli arresti domiciliari, che in una lettera indirizzata a Confalonieri e Dell'Utri, pubblicata su Il Tirreno, definisce "legittima" l'ambizione di Berlusconi a essere eletto al Quirinale, dicendo che nessuno nel Centrodestra può negargli questa opportunità. Tuttavia, Verdini sottolinea come Berlusconi, se intende candidarsi al Colle, debba lasciare a Salvini il ruolo di "kingmaker" della coalizione. E dunque, qualora Berlusconi non avesse i numeri per essere eletto, occorre "permettere a Salvini (il gruppo di grandi elettori più grande del Centrodestra) di portare a termine l'obiettivo di eleggere un presidente di Centrodestra, fornendogli tutto il suo appoggio". Il ragionamento è accompagnato anche da alcuni consigli pratici: "Alla quarta chiama ciascun gruppo politico del Centrodestra si farà 'riconoscere' firmando le schede. A Fratelli d'Italia sarà detto di votare Silvio Berlusconi, alla Lega di votare on. Silvio Berlusconi e così via..." e nel caso "che alla quarta votazione non si palesino i voti aggiuntivi in numero sufficiente a far eleggere il Nostro, il Presidente dovrà rassicurare gli alleati della propria disponibilità a concordare solo con gli alleati le mosse successive, che dovranno andare nella direzione di eleggere comunque un nominativo indicato dal Centrodestra".

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