Leopolda, Renzi: “Penso che nel 2022 si andrà a votare”

Politica

Nella terza e ultima giornata della kermesse di Italia Viva a Firenze, il leader del partito chiude l’evento con il suo intervento. Le elezioni anticipate sarebbero “un errore per il nostro Paese, penso che la priorità dovrebbe essere lavorare sul Pnrr”. Poi ha aggiunto: "Il centro sarà lo spazio decisivo"

"Penso che nel 2022 andremo a votare”. Matteo Renzi, nella terza e ultima giornata della Leopolda, la kermesse di Iv a Firenze, chiude l’evento con il suo intervento. Secondo il leader di Italia Viva le elezioni anticipate sarebbero “un errore per il nostro Paese, penso che la priorità dovrebbe essere lavorare sul Pnrr, una mole di denari incredibile, che non avremo per anni". Renzi ha aggiunto: “Ho l'impressione che i leader dei principali partiti abbiano l'interesse di andare a votare. Un interesse che è politico e personale", ha spiegato. "Se prevarrà l'egoismo di 4 leader politici e si voterà noi saremo pronti e sorridenti con la forza delle nostre idee. Devono riconoscerci perché abbiamo delle idee non perché odiamo gli altri, per le nostre proposte, che non abbiamo cambiato per abbracciare la Meloni e Conte".

Renzi: “Se Pd va con 5S abbandona casa riformista”

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Il leader di Iv ha detto che "se il Pd si sposa con i 5 stelle è il Pd che ha abbandonato la casa da cui è partito, non siamo noi. È legittimo abbracciare le convinzioni degli altri, ma non è legittimo dire: tu vuoi andare con Salvini e Meloni". Secondo Renzi, "se si vuol costruire un bipolarismo che porta il Pd nelle braccia del M5s è quel qualcuno che deve spiegare perché ha abbandonato gli ideali, non siamo noi che abbiamo lacciato la bussola del riformismo, ma di chi insegue i populismi sul loro terreno, che strizzano l'occhio al reddito di cittadinanza". Quindi ha aggiunto: "Se il Pd sceglie di fare la sfida contro la destra nel campo del riformismo europeo deve tagliare i ponti con chi è così populista da non avere neanche un'idea, così populista da prenderla in prestito da altri, come fa Conte".

Renzi: democrazia italiana è più forte di Salvini e Conte 

"La democrazia italiana è più forte, di tutto, anche del mojito di Salvini o della pochette di Conte”, ha proseguito Renzi. "Noi abbiamo fatto contro l'opinione dell'allora gruppo dirigente del Pd l'operazione contro il Papeete nell'agosto del 2019, prendendo una scatola di Maalox e accettando di stare al governo con i 5 Stelle in quella stagione, perché sapevamo che se avessimo detto il contrario, cioè se avessimo portato il Paese a votare, il Paese sarebbe finito nelle mani di Salvini e Meloni per 5 anni, e tra due mesi avrebbero eletto un presidente sovranista. Non le prendo lezioni da chi in quella stagione politica ci spiegava che bisognava affrontare a viso aperto il populismo e sovranismo: non è così, ci vuole flessibilità in politica". Renzi ha citato un discorso del 1978 di Aldo Moro: "La nostra flessibilità ha salvato fino a qui più che il nostro potere la democrazia italiana, diceva, e la nostra flessibilità nel 2019 prima e nel 2021 poi forse non ha salvato la democrazia italiana, ma salvato la stabilità economica europea mandando a casa prima Salvini e poi Conte".

Renzi: “Né con Meloni e Salvini né con Pd e M5s”

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"Se Salvini e la Meloni faranno l'asse di destra e il Pd rinnegando le battaglie che abbiamo fatto insieme sceglie di allearsi con il M5s è naturale che alle elezioni di giugno dovremmo occupare quello spazio politico della Leopolda, noi siamo quelli che sono sempre rimasti là”, ha detto Matteo Renzi, chiudendo la Leopolda. "Chi vuole lasciare Iv per allearsi con Conte o Taverna vada, avrà il nostro rispetto ma non il nostro consenso”. Poi ha aggiunto: "Se vedete il centro come un luogo di ambizioni personali allora non funzionerà mai, ma se lo immaginate come luogo dove si va per competere e per vincere, allora è dove si possono vincere le elezioni in Italia e nel resto del mondo". Il centro "è uno spazio politico che non sta nelle definizioni della vecchia politica, ma che è il luogo dove si vincono le elezioni in Europa e nel mondo".

“A Palermo candidiamo Faraone”

Nel sio intervento Renzi ha annunciato: "A Palermo non stiamo con Miccichè, stiamo con Davide Faraone che è una cosa diversa; poi Micciché faccia lui, Provenzano faccia lui, ma noi a Palermo ci candidiamo per guidare una città che negli ultimi anni non è riuscita neanche a seppellire i propri morti". 

Renzi: orgoglioso di Mattarella, qualcuno voleva processarlo 

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"Sono fiero di aver concorso all'elezione di Mattarella”, ha detto Renzi. “Voglio che dalla Leopolda arrivi un grazie al Presidente, che ha governato questo Paese in un momento in cui qualcuno voleva processarlo per altro tradimento".

Quirinale, Renzi: garantisca transizione democratica Europa 

"Noi dovremmo pensare a eleggere un presidente della Repubblica avendo come stella polare una volta di più l'interesse del Paese, il suo prestigio internazionale, la stabilità delle sue istituzioni, la forza della propria influenza culturale, economica, politica", ha detto Renzi. "La nostra convinzione nelle elezioni del presidente della Repubblica è innanzitutto quella di lavorare e votare per un presidente della Repubblica che sia in grado di garantire la transizione democratica a livello europeo, perché noi abbiamo bisogno di un'Europa più forte".

Renzi, Ddl Zan capolavoro tafazziano della sinistra 

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"Sul Ddl Zan si è consumato il simbolo di una sinistra che ha scelto di stare dalla parte del bla bla bla, e non dalla parte dei valori", con un "capolavoro tafazziano" che ha "annullato la possibilità di portare a casa la legge, e la responsabilità è tutta di chi fa manifestazioni venendo a insultare noi”, ha detto Matteo Renzi. “Io lezioni da questo tipo di sinistra non la prendo", ha aggiunto. "Tenetevi i vostri post su Instagram, lasciateci la bellezza di fare politica, inseguite gli influencer se volete, ma non venite a raccontarci che questa è la politica, e un giorno spiegateci come avete fatto a passare dai Quaderni del carcere al blog di Casalino, perché questo percorso è un percorso che fa male innanzitutto a chi crede nella bellezza dell'impegno per la cosa pubblica".

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