Fedez scende in politica? Registrato un dominio per le elezioni 2023

Politica
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Il dominio web dal nome fedezelezioni2023.it, al momento inattivo, è stato comprato dalla ZDF, la società del rapper che in più di un'occasione si è scagliato contro i politici per alcune decisioni, ultima quella dell'affossamento del ddl Zan

Le prossime elezioni politiche, che si terranno verosimilmente nel 2023, potrebbero vedere la discesa in campo di Fedez. A lanciare l’ipotesi è Il Corriere della Sera, che riporta la notizia della registrazione di un dominio web dal nome fedezelezioni2023.it.

Il dominio comprato dalla società di Fedez

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Ddl Zan affossato, le reazioni dei vip dopo la tagliola. FOTO

Secondo il quotidiano, il dominio fedezelezioni2023.it - al momento inattivo - è stato registrato nella mattina del 10 novembre e a comprarlo è stata la ZDF, la società di Fedez. Il rapper non ha mai nascosto le sue opinioni e ha preso spesso posizione su temi politici, ultimo in ordine di tempo l’affossamento del ddl Zan, commentato con un ironico “Bravi tutti” rivolto ai senatori e un attacco diretto al leader di Italia Viva Matteo Renzi. Aveva fatto discutere anche il suo discorso al concertone del Primo maggio, in cui - oltre ai politici sul tema ddl Zan - aveva attaccato il governo per il poco supporto ai lavoratori dello spettacolo colpiti dalle conseguenze economiche della pandemia.

Dominio Fedez

L'attacco sull'affossamento del ddl Zan

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Che cos’è la “tagliola” che ha affossato il Ddl Zan al Senato

Dopo l'affossamento del ddl Zan dello scorso 27 ottobre, Fedez ha prima ricordato che "l'Italia continuerà ad essere uno degli ultimi Paesi europei senza una legge contro l'omotransfobia".  Poi ha attaccato Matteo Renzi, assente in Aula: "Ma il Renzi che si proclamava paladino dei diritti civili è lo stesso che oggi pare sia volato in Arabia Saudita mentre si affossava il ddl Zan? Per celebrare la libertà di parola organizziamo una partitella a scarabeo con Kim Jong-un? Gran tempismo". Anche la moglie del rapper, l'imprenditrice Chiara Ferragni, si era scagliata contro l'affossamento del ddl: "Siamo governati da pagliacci senza palle. Ci sono riusciti, hanno appena ucciso il ddl Zan. E con esso la speranza di diventare un Paese normale, civile, che tutela le minoranze dai violenti e non, come da oggi continuerà a essere, i violenti dalle sanzioni". "Il Senato - ha detto l'influencer - ha appena votato a maggioranza in favore della tagliola, cioè di quella procedura che esiste solo in Senato e che consente di evitare la discussione di una legge. Lo hanno fatto. Hanno votato per impedire, dopo anni di discussioni, la discussione finale. L'ultimo passo. Quello che avrebbe portato a termine un cammino di civiltà che aveva superato tutti gli ostacoli. Tutti. Tranne questo che ha funzionato". 

Il discorso di Fedez del Primo maggio

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Anche al concertone del Primo maggio, 5 mesi prima, Fedez aveva parlato del ddl Zan attaccando il leghista Ostellari, presidente della commissione Giustizia al Senato: "Ostellari ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo, che è stato già approvato alla Camera come Ddl Zan può tranquillamente essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. Ma d'altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all'uguaglianza".  Il rapper aveva poi attaccato: "Qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia rispetto al ddl Zan. Guardiamole: il Senato non ha avuto tempo per il ddl Zan perché doveva discutere l'etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l'indennità di bilinguismo ai poliziotti di Bolzano, e il reintegro del vitalizio di Formigoni". Infine Fedeznel suo monologo aveva anche ricordato i lavoratori dello spettacolo, pesantemente colpiti dalla pandemia: "Buon primo maggio e buona festa a tutti i lavoratori. Anche a chi un lavoro ce l'ha ma non ha potuto esercitarlo per oltre un anno. E quale migliore occasione per celebrare la festa dei non lavoratori se non un palco, per i lavoratori dello spettacolo questa non è più una festa". Fedez si era rivolto direttamente al presidente del Consiglio Draghi: "Caro Mario, capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo Paese, però non dimentichiamoci che il numero dei lavoratori del calcio e il numero di lavoratori dello spettacolo si equivalgono. Quindi, non dico qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da questa emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate a dovere fino a oggi. Quindi caro Mario, come si è esposto nel merito della superlega con grande tempestività sarebbe altrettanto gradito il suo intervento nel mondo dello spettacolo, grazie".

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