Pd, Letta torna alla Camera dei deputati: no ad elezioni anticipate

Politica

Dopo 6 anni, il leader Pd è rientrato a Montecitorio: "Un secondo primo giorno di scuola". La partita del Quirinale e la data delle Politiche le prime questioni sul tavolo

Un onore e una grande emozione. Il segretario del Pd Enrico Letta ha definito così il suo ritorno a Montecitorio dopo 6 anni, quando lasciò la guida del governo per andare al Parigi a fare il Professore, consegnando il palcoscenico politico all’allora neo leader del Pd Matteo Renzi. “Nessuno spirito di rivalsa” – ha tenuto a chiarire subito Letta sedendosi accanto alla capogruppo Debora Serracchiani e godendosi la standing ovation dei deputati del suo partito, fresco vincitore del turno delle comunali che si è concluso con le importanti vittorie di Roma e Torino ai ballottaggi, che si sono aggiunte a Milano, Bologna e Napoli conquistate già al primo turno. Proprio con l’appoggio di Italia Viva è arrivato ad essere eletto alle suppletive della Camera nel Collegio Siena-Arezzo e ora Letta vede in Matteo Renzi un interlocutore valido per la costruzione del “Nuovo Ulivo” con cui il segretario del Pd vuole sfidare il centrodestra alle prossime politiche.

No ad elezioni anticipate

Intervistato in quello che lo stesso Letta ha definito il <<mio secondo primo giorno di scuola>>, dichiara subito che non ha alcuna intenzione di andare al voto prima della scadenza della legislatura. “Farò esattamente tutto l'opposto - ha detto il segretario del Partito democratico al Messaggero. Farò di tutto perché questa legislatura garantisca un governo forte come l'attuale per ottemperare agli impegni che ci siamo presi con l'Europa". "In questo momento io potrei avere interesse a votare, certo" - conferma il segretario dem. Ma gli stessi italiani l'hanno detto chiaramente con questo voto: vogliono un governo che governi". Alla domanda su Salvini e la sua possibile uscita dal governo, il segretario risponde: "Scommetterei di no. Mi sembra che i veri stakeholder della Lega vogliono tutti che rimanga - aggiunge - Poi, se invece dovessero staccarsi, per noi non cambia niente, lavoreremo a sostegno di Draghi che ci siano oppure no". "Siamo all'inizio di un percorso, abbiamo di fronte un anno e mezzo di vita della legislatura prima di tornare al voto. La legge elettorale è quella che abbiamo oggi e non sembra facile creare le condizioni in Parlamento per cambiarla. Punto. A me non piace questa legge elettorale, sia chiaro, non la sto difendendo. Sono solo realista" - ha aggiunto il segretario del Pd.

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Il nuovo ingresso di Letta a Montecitorio ha un peso politico notevole in vista degli importanti appuntamenti che attendono il Parlamento nelle prossime settimane. L’imminente approvazione della legge di bilancio prima, poi le riforme di implementazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma soprattutto l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. La presenza fisica del segretario sarà fondamentale per tenere unite le truppe parlamentari dem. Il crollo del M5s alle comunali complica e di molto la situazione in vista dell’elezione del Capo dello Stato, che avviene a scrutinio segreto. Ecco perché Letta ha chiarito nelle ultime ore che la partita del Quirinale deve coinvolgere anche il centrodestra. Non solo Forza Italia e Lega che sono nella maggioranza del governo Draghi, ma auspicabilmente anche Fratelli d’Italia che è all’opposizione.

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