Ue, Draghi: "Vogliamo riaprire ma in sicurezza. Vaccini? Liberalizzare brevetti non basta"

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Le dichiarazioni del presidente del Consiglio a conclusione del vertice in Portogallo: "La questione" dei brevetti "è molto complessa". Il premier ha lanciato un monito: "In Europa dobbiamo accelerare le vaccinazioni con trasparenza e in sicurezza". E sulle riaperture: "Dati positivi ma l'importante è essere graduali"

"La questione è molto più complessa" della sola liberalizzazione dei brevetti dei vaccini perché "farlo sia pur temporaneamente non garantisce la produzione dei vaccini che è molto complessa”. Lo dice il premier Mario Draghi al termine del vertice europeo di Oporto. “E poi la produzione deve essere sicura e questo non viene garantito dalla liberalizzazione dei vaccini”. Sulla produzione, Draghi ha lanciato un monito: "In Europa dobbiamo continuare ad accelerare le vaccinazioni con trasparenza e in sicurezza aumentando la produzione". E sul contrasto della pandemia in Italia, Draghi ha precisato: "Come credo la maggior parte degli italiani voglio riaprire, voglio che le persone tornino fuori a lavorare, a divertirsi, a stare insieme, ma bisogna farlo in sicurezza cioè calcolando bene il rischio". Poi sulla ripartenza: "Vogliamo riaprire, ma in sicurezza" (COVID, AGGIORNAMENTI IN DIRETTALO SPECIALE).

"La proposta di Biden sui brevetti ha aperto una porta"

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"La proposta di Biden" sulla liberalizzazione dei brevetti - ha detto il presidente del Consiglio - "ha aperto una porta, poi vedremo. C'è chi protegge la sacralità del brevetto e chi è piu' aperto". Che quella sui brevetti, ha aggiunto Draghi, "sia una mossa tattica diplomatica degli Stati Uniti per battere la politica internazionale del vaccino di Russia e Cina non lo credo perché i numeri di oggi fan vedere che questa è una cosa per il momento molto buffa. La Russia ha annunziato 750milioni di dosi, finora ne ha consegnate sei. La Cina 600 milioni e ne ha consegnate 40. Non sono avversari tali da impensierire gli Usa".

“Ue aumenti produzione con trasparenza”

La posizione di Draghi sulla produzione dei vaccini - riferiscono fonti di palazzo Chigi - ha raccolto ampio consenso da parte dei leader e che ha orientato il dibattito nel corso della cena di preparazione al primo vertice informale in presenza per il premier. Il monito di Draghi - viene confermato - è rivolto anche a quei Paesi che ancora pongono blocchi alle esportazioni mentre l'Ue esporta l'80% della propria produzione.

"Dati positivi ma le riaperture devono essere graduali"

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Sulle misure di contrasto alla pandemia in Italia, Draghi ha precisato che sulle riaperture bisogna "calcolare bene il rischio. I dati sono abbastanza incoraggianti. Se l'andamento dovesse continuare in questa direzione, la cabina di regia procederà ad altre riaperture. È importante essere graduali, anche per capire quali riaperture avranno più effetto sui contagi e quali meno". E ha aggiunto: "Con la ripartenza del turismo bisogna considerare anche che gli aeroporti sono luoghi cui bisogna guardare con molta attenzione, perché sono luoghi dove i contagi possono succedere, quindi bisogna rinforzare i controlli negli aeroporti. Questo non vuol dire chiudere: vuol dire riaprire ma farlo con la testa".

“Dichiarazione Oporto un passo importante sui diritti sociali”

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La dichiarazione di Oporto adottata dai leader Ue al termine del summit, ha detto Draghi, "come tale non sembra essere di grande importanza a prima vista, ma non è così: il momento è la fine di un lungo viaggio nel campo della tutela dei diritti sociali”, ha affermato il premier parlando di un passo "importante" sui diritti sociali. “Ci sono voluti quattro anni per portare tutto il Consiglio europeo a condividere una prima forma di coordinamento dei mercati del lavoro e soprattutto dei diritti sociali".

“Con altri leader chiesto Sure e proseguimento politiche espansive”

La dichiarazione di Oporto "deve essere accompagnata da politiche di contorno parte delle quali sono state messe in atto nella pandemia, parte delle quali sono politiche fiscali e di bilancio”, ha aggiunto Draghi. “Io ma anche altri" leader europei "hanno fatto riferimento sia al programma Sure che è un inizio di sussidio alla disoccupazione a livello europeo e un piccolo passo verso la creazione di un mercato comune di lavoro. Ma anche la necessità che certe politiche espansive di bilancio non vengano ritirate troppo presto finché la ripresa non venga consolidata", ha concluso sul tema Draghi.

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