Arabia Saudita, critiche a Renzi anche da Magistratura democratica: "Ha svenduto l'Italia"

Politica

Ancora polemiche contro il leader di Iv dopo la notizia che il principe ereditario saudita, nel 2018, avrebbe dato l’ordine di uccidere e sciogliere nell’acido il giornalista dissidente Jamal Kashoggi. Ma lui si difende: "Avere rapporti con Riad non solo è giusto ma è anche necessario”. E accusa i partiti che lo criticano: “Si ricompattano solo per sparare a zero su di me”. I suoi legali procedono contro "Il Fatto Quotidiano"

Non si placano le polemiche contro Matteo Renzi per i suoi legami con l’Arabia Saudita, emersi soprattutto dopo la sua intervista al principe Mohammad Bin Salman. Critiche che sono aumentate dopo la notizia che secondo la Cia sarebbe stato proprio il principe ereditario a ordinare di fare a pezzi e sciogliere nell'acido il giornalista dissidente Jamal Kashoggi nell’ottobre 2018.  Dopo Pd, Leu e M5S ora attacca anche Magistratura Democratica, che accusa il leader di Italia Viva di aver "svenduto l'Italia per un piatto di lenticchie". Ma l’ex presidente del Consiglio si sabato sera si difende nella sua enews: "Avere rapporti con Riad non solo è giusto ma è anche necessario". E i suoi legali si muovono contro Il Fatto Quotidiano che lo accusa in un pezzo in prima pagina.

I legali contro "Il Fatto Quotidiano"

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"Il senatore Matteo Renzi ha dato mandato ai suoi legali di agire in sede civile nei confronti de il Fatto Quotidiano e del direttore Marco Travaglio per i contenuti del quotidiano in edicola oggi, domenica 28 febbraio". Lo ha renso noto l'ufficio stampa del senatore e leader di Italia Viva. Oggi il quotidiano ha titolato la prima pagina con 'Renzi d'Arabia si tiene i soldi insanguinati', predendo spunto dal report della Cia diffuso dall'amministrazione Biden che indica nel principe ereditario saudita, Mohamed bin Salman, il mandante dell'efferato omicidio del giornalista Khashoggi.

“Il nostro Paese messo in imbarazzo”

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"Se l'Italia vuole conservare un accettabile grado di credibilità nel contesto internazionale, deve stringere un cordone sanitario intorno a sortite come quella ‘araba’ di Matteo Renzi, ricordandogli che essere stato presidente del Consiglio comporta oneri anche quando si è cessati dalla carica e che essere parlamentari di una Repubblica democratica non è compatibile - eticamente e politicamente - con l'adulazione dei despoti", si legge su Questione Giustizia, la rivista di Magistratura democratica, in un articolo intitolato Legittimare un despota? E per un piatto di lenticchie?. "La visita di Matteo Renzi - prosegue l’articolo - aveva uno scopo preciso: legittimare un governante screditato sulla scena internazionale, rinsaldando il suo potere all'interno del Paese e mostrandolo ai suoi sudditi come interlocutore privilegiato di chi ha ricoperto altissimi incarichi istituzionali in un grande Paese democratico”. “Si è assistito ad una svendita a prezzi di saldo non dell'immagine di Matteo Renzi ma di quella del nostro Paese - rileva il direttore della rivista, Nello Rossi - messo in evidente imbarazzo dalla sconcertante performance televisiva di un suo esponente politico di primo piano".

Romano (Pd): “Ha definito rinascimentale un regime oppressivo”

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"Ho atteso la risposta di Matteo Renzi per commentare le sue recenti dichiarazioni sul regime saudita. Una risposta che è venuta ieri e che rende ancora più grave - se possibile - l'irresponsabilità politica dell'aver definito ‘rinascimentale’ un regime ferocemente oppressivo e l'irresponsabilità morale e istituzionale del ricevere un compenso economico da una dittatura straniera mentre si svolgono le funzioni di Senatore della Repubblica Italiana", commenta su Facebook Andrea Romano, deputato del Pd.

Calenda: “No ai parlamentari a libro paga di Stati stranieri”

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Oggi su Twitter arriva anche il commento di Carlo Calenda: "Ho detto con chiarezza quello che penso su Renzi e Arabia Saudita. Ma invece di continuare questa discussione all'infinito sarebbe meglio varare una norma che vieti ad un rappresentante in carica di percepire soldi direttamente o indirettamente da un Governo straniero", scrive il leader di Azione. "Questa norma esiste per i partiti relativamente a tutti i soggetti stranieri. Tanto più dovrebbe valere per redditi personali. Un Governo può decidere di avere rapporti con un regime totalitario, un parlamentare non può essere sul libro paga di un Governo o di enti controllati".

Fratoianni: “Renzi ha risposto a stesso”

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"Ieri sera Renzi ha risposto a se stesso ponendosi domande che nessuno gli aveva posto. Eludendo ancora una volta il cuore del problema”, dice invece il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. "Rimaniamo in attesa della conferenza stampa promessa da Renzi, dove possa rispondere alle domande dei giornalisti. Per ora - conclude - rimane l'imbarazzante situazione di un parlamentare della Repubblica italiana per i suoi rapporti economici con un altro Paese, peraltro un regime illiberale e che si è macchiato di crimini atroci".

La difesa di Renzi: “M5s, Pd e Leu compatti solo contro di me”

Sabato sera infatti Matteo Renzi, nella sua enews, ha difeso la sua posizione. Prima attaccando gli avversari: "I Cinque Stelle, il Pd e persino Leu sono dilaniati da polemiche interne. Litigano su tutto, a cominciare dai posti al governo. Sono davvero felice di essere uno dei rari motivi di unità: si ricompattano solo per sparare a zero su di me". "Mi spiace solo - ha detto il leader di Iv - che si utilizzi la vicenda saudita per coprire le difficoltà interne italiane e per giustificare un'alleanza dove - come spesso è accaduto a una certa sinistra - si sta insieme contro l'avversario e non per un'idea". Poi ha ribadito: "Non solo è giusto, ma è anche necessario (avere rapporti con l’Arabia, ndr). L'Arabia Saudita è un baluardo contro l'estremismo islamico ed è uno dei principali alleati dell'Occidente da decenni. Anche in queste ore - segnate dalla dura polemica sulla vicenda Khashoggi - il Presidente Biden ha riaffermato la necessità di questa amicizia in una telefonata al Re Salman. Ma Biden ha chiesto giustamente di fare di più. Soprattutto sulla questione del rispetto dei giornalisti".

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