Governo, Recovery Plan in Cdm per il via libera ma l'esecutivo è sull'orlo della crisi

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Dopo l'ok al piano di ripresa, nel Consiglio dei ministri di questa sera, Renzi potrebbe ritirare la delegazione di Iv con le dimissioni di Teresa Bellanova e Elena Bonetti. Da quel momento diversi scenari aperti: una verifica in Parlamento, un rimpasto che coinvolgerebbe un paio di "big" renziani o un patto di legislatura. Ma sullo sfondo c'è sempre lo spettro del voto anticipato

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A poche ore dal Consiglio dei ministri fissato alle 21.30 per dare il via libera al Recovery Plan, consegnato ieri sera ai ministri, il governo resta sull’orlo della crisi. C’è ancora incertezza sulla possibilità che le due ministre di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, si dimettano dopo aver votato a favore del piano di ripresa in Cdm. Se le due ministre decidessero di aprire la crisi, si potrebbero verificare diversi scenari: il premier Giuseppe Conte ha sempre detto che con il ritiro del sostegno dei renziani al governo, la strada sarebbe quella di una verifica dei voti alle Camere. Ma rimane aperta la possiblità di un rimpasto, magari con l'ingresso di un paio di "big" di Iv nella compagine di governo. Sullo sfondo lo spettro del voto anticipato. Per sanare la rottura fra Matteo Renzi e Giuseppe Conte, potrebbe non bastare infatti il via libera al Recovery Plan del governo, che pure recepisce la quasi totalità delle richieste di Italia Viva. E intanto l’ex capo politico del M5s e ministro degli Esteri Luigi Di Maio prende le distanze: "Una crisi di governo è inspiegabile". Sulla stessa linea il segratrio dem Nicola Zingaretti: "È un grave errore politico".

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La forza guidata da Renzi tiene ancora aperta ogni possibilità, compreso un eventuale ritiro delle sue ministre dalla squadra di governo: la ministra dell’Agricoltura Bellanova, con i suoi compagni di partito, ha fatto sapere che sta passando al setaccio il Recovery. "Saprò dire qualcosa di più quando avrò letto la bozza", ha detto la ministra, che intanto però attacca: "Non ci siamo proprio, latita il merito, latita il metodo", sottolinea ancora Bellanova per la quale "il Recovery è uno dei punti dirimenti. Ma non è l'unico. Son troppi i nodi irrisolti accumulati". Fra i tanti, Bellanova cita il Mes, il reddito di cittadinanza – "Vogliamo correggerlo o lo lasciamo cosi'?" - lo sblocco dei cantieri, la delega ai servizi segreti e la comunicazione di Palazzo Chigi.

I possibili scenari

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L'offerta sul tavolo per ricomporre i contrasti potrebbe essere quella di un patto di legislatura, come fortemente chiesto dal Pd, e un corposo rimpasto con l’ingresso nella squadra di governo di alcuni “big” di Italia Viva come Maria Elena Boschi ed Ettore Rosato. Iv chiede però una "discontinuità" nel merito e nel metodo che dovrebbe passare dalle dimissioni del premier per dare vita a un Conte ter. Una richiesta finora respinta al mittente dal capo del governo. I renziani in Cdm non dovrebbero ostacolare l'approvazione del Recovery Plan. Nella "road map" tracciata da Conte in asse col Pd, a quel punto il Recovery andrebbe alle Camere per un'approvazione rapida (una settimana o forse due). E si aprirebbe il tavolo per discutere un programma di legislatura. Questo schema potrebbe essere però rotto dalle dimissioni delle ministre renziane.  

"Crisi un grave errore politico"

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Zingaretti, intervenuto a Start su Sky TG24, ha sottolineato: "il Pd continua a chiedere un rilancio di governo ma una cosa è chiedere di rafforzarlo un'altra è farlo cadere", afferma il segretario Dem. "Il Pd ha promosso il rilancio ma rilancio non è mandare a casa il governo o provocare una crisi che il 99% italiani non capisce. È un grave errore politico e io lancio un appello al buon senso". Se Iv ritira le ministre l'evoluzione "sarà una valutazione che farà il premier Conte con il presidente Mattarella", aggiunge Zingaretti. "Spero che ci si renda conto che così si entra in un tunnel di cui nessuno conosce l'uscita". Secondo il segretario del Pd se "il vaso si rompe i cocci i cocci non si rimettono insieme".

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