Covid, nel nuovo dpcm stop alle feste private: i nodi da chiarire su controlli e sanzioni

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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che la misura sarà inclusa nel prossimo decreto. Ranieri Guerra, vicedirettore generale dell'Oms e membro del Cts: "È un messaggio di grande allerta". Per il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro è fondamentale "ridurre i rischi nelle aggregazioni informali". Ma restano i dubbi su chi effettuerà i controlli e quali potrebbero essere le sanzioni

Nel dpcm che sarà approvato a breve (LE IPOTESI) con le nuove misure per il contenimento del contagio da coronavirus, dovrebbe esserci anche il divieto di tenere feste private. Lo ha preannunciato il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto a Che tempo che fa, spiegando che “il 75% dei contagi avviene nelle relazioni familiari, Si abbassa la guardia e ci si toglie la mascherina". Resta da chiarire il tema dei controlli e delle segnalazioni. Nel corso dell’intervista Speranza ha sottolineato che “quando c’è una norma va rispettata. Gli italiani hanno dimostrato in questi mesi di non avere bisogno di un carabiniere o un poliziotto a controllare”. Ma poi ha spiegato: “È chiaro che aumenteranno i controlli e ci saranno segnalazioni”. Proprio su quest’ultimo punto si attendono quindi, con l’approvazione del dpcm, indicazioni su chi e come effettuerà i controlli e quali potrebbero essere le sanzioni per chi non rispetta il divieto (CORONAVIRUS, GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI LO SPECIALE).

Guerra (Oms): “Vietare feste private è messaggio di grande allerta”

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Sul divieto alle feste private è intervenuto anche Ranieri Guerra, vicedirettore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità e componente del Comitato tecnico scientifico: "È un messaggio di grande allerta perché la maggior parte dei contagi avviene a livello familiare, quando incontri un parente o persone conosciute”, ha ribadito Guerra. “Come sia poi applicabile e quanto sorvegliata, si vedrà anche da quanto la gente capisce l'elemento di allarme", ha spiegato ancora il membro del Cts.

Brusaferro: “Ridurre rischi nelle aggregazioni informali”

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"La battaglia ora è impedire che il virus passi dai più giovani agli anziani, finendo per congestionare di nuovo i servizi sanitari", ha affermato invece in un'intervista a La Stampa Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità. Che aggiunge: "Siamo in una nuova fase con un incremento significativo dei contagi” e per questo il dirigente sanitario consiglia di "intervenire presto e bene" con misure che "riducono i rischi insiti nelle aggregazioni. Anche informali, come i raduni troppo estesi in famiglia, feste di compleanno, cerimonie, matrimoni. Dobbiamo limitare le presenze come nei luoghi della movida e davanti alle scuole. Sapendo che rispettare le regole oggi significa evitare misure più restrittive domani", conclude Brusaferro.

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