Calenda a Sky TG24: "Governo pericolante, ma sta in piedi con retorica dell'emergenza"

Politica

Il leader di Azione, nel ciclo di interviste ai leader di diversi politici italiani, critica la giornata di tensioni politiche di mercoledì. E sottolinea: "Manca una strategia di rilancio". Poi avverte: "L'Italia non è più indipendente finanziariamente"

"Siamo davanti a un grande show che va avanti da molto tempo e che parte dall’approvazione del Recovery Fund presentato come se avessimo vinto la lotteria di Capodanno". A dirlo, a Start, su Sky TG24, è il leader di Azione Carlo Calenda commentando la giornata di caos e tensioni politiche di ieri.  “Stiamo assistendo a un governo molto pericolante, ma che riesce a stare in piedi con questa retorica dell’emergenza, che ovviamente non c’è in questo momento ma che gli permette di non far vedere questo ai cittadini", ha aggiunto. Poi, sullo scostamento di bilancio, su cui è arrivato il via libera delle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama, Calenda ha ricordato: “Noi abbiamo votato contro”.

"Italia non più indipendente finanziariamente"

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Calenda parlando del Recovery fund, ha spiegato che “i fondi arriveranno quando la Bce finirà il suo piano straordinario con cui ha acquistato 230 miliardi di euro di titoli italiani. Quindi, semplificando, da un lato avremo meno soldi dalla Bce e dall’altro avremo i soldi che arrivano dal Recovery Fund, che però è immensamente condizionato". Quei fondi, ha poi sottolineato il leader di Azione,  "possono essere usati solo per fare cose molto precise e sono legati alle raccomandazioni della Commissione. Questo non è un male perché le raccomandazioni sono tutte cose che noi dovremmo fare, il problema però è che da quest’anno in poi quello che accade è che l’Italia non è più indipendente finanziariamente". Il nostro Paese quindi "non può andare sul mercato a chiedere fondi per il debito pubblico da solo, ma deve avere una spalla che sia la Bce o la Commissione. Questo è un dato molto preoccupante, ed è la prima volta che accade che noi sappiamo che nei prossimi anni, e non nella contingenza del Coronavirus, questo accadrà”. “Noi non siamo più in grado di andare sui mercati finanziari a raccogliere i soldi senza che qualcuno ci aiuti – ha poi aggiunto Calenda-. Qualcuno che ci aiuti vuol dire qualcuno che ci dica cosa fare. Magari sono le cose giuste, però io non sono contento di un Paese ridotto così”.

"Non c'è una strategia di rilancio"

Mentre sullo scostamento di Bilancio, Calenda ha spiegato: "Siamo arrivati a 105 miliardi di extra debito, questo è preoccupante non perché non si dovevano fare in una situazione di emergenza, ma perché il modo in cui sono impiegati è un modo estremamente poco efficace. Lo abbiamo visto sulla cassa integrazione, sui 600 euro e anche sulle famose garanzie che dovevano arrivare a 400 miliardi e sono al 15% di questa cifra, le imprese hanno avuto un fondo perduto risibile. In tutto questo non c’è una strategia di rilancio, mancano una visione e l’operatività”. Quest'anno "usciremo con deficit intorno all’ 11-12%”, ha anche ricordato il leader di Azione, parlando della crisi innescata dal Coronavirus. Poi un attacco anche al centrodestra e in particolare ai leader di Fratelli d’Italia e Lega: “Né la Meloni né Salvini hanno esperienze di gestione”. Mentre sul suo progetto politico, ha commentato: “Sono molto contento che in 8 mesi Azione sia cresciuta così tanto”.

"Su migranti sinistra molto ipocrita"

Spazio anche al tema dei migranti. “Non possiamo permetterci che arrivino ondate di migranti irregolari perché abbiamo già molti migranti irregolari. Su questo la sinistra è molto ipocrita perché fa l’accordo con la guardia costiera libica, perché va fatto, e dall’altro lato fa finta che quell’accordo è sbagliato", ha detto Calenda. "Va fatto perché non possiamo permetterci che arrivino 120.000 migranti e , inoltre, se noi non facciamo quell’accordo e non diciamo che quella rotta è chiusa, in Libia, dove vengono trattati peggio che come schiavi, arriverà tantissima gente. Dobbiamo chiudere la rotta, fare un processo di immigrazione legale, per chi ha i requisiti, per chi può trovare un lavoro e per chi è scolarizzato, e gestire i seicentomila irregolari che ci sono”.

Le interviste di Sky Tg24 ai leader politici

Mercoledì 29 luglio, su Sky TG24 è iniziato un ciclo di interviste ai leader di diversi partiti italiani. I primi ospiti sono stati Nicola Fratoianni, il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova e il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. Le interviste, che si svolgono nelle prossime settimane all'interno dei programmi di approfondimento "Start" (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 11.30) e "Timeline" (dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 17), sono un botta e risposta dinamico, tra l'ospite, l'anchor in studio e uno dei giornalisti della redazione politica di Sky TG24. I temi trattati saranno legati all'attualità e includeranno anche le urgenze, gli investimenti e le riforme che il Paese si trova ad affrontare per la crisi del Covid 19.

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