Coronavirus Veneto, Zaia: “Riaprire frontiere per il turismo. Faremo spot sull’happy hour”

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Il governatore pensa all’inizio della stagione turistica e alla ripresa delle attività quotidiane nel rispetto delle misure per contrastare l’epidemia da Covid-19. Poi annuncia l’avvio nella regione di tamponi in "pool" per accelerare lo screening della popolazione

“È fondamentale che si aprano le frontiere, naturalmente in sicurezza”. Luca Zaia, il presidente della Regione Veneto, pensa all’inizio della stagione turistica nel quadro dell'emergenza coronavirus. Poi, dopo le polemiche sulla movida a Padova, annuncia uno spot con le regole da seguire agli “happy hour” e l’avvio di tamponi in “pool”per accelerare lo screening della popolazione (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE).

Le regole per gli happy hour

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L’obiettivo dello spot sugli happy hour è quello di far capire quali potrebbero essere le conseguenze degli aperitivi in assenza di mascherine e senza evitare gli assembramenti. "È uno spot - spiega Zaia - che dà una dimensione di cosa vuol dire andare agli happy hour trasgredendo le regole. Mi giungono miriadi di messaggi e video di violazioni, inviati per il 90% da giovani che mi chiedono di far qualcosa”. “Nessuno vieta gli spritz - dice ancora - non sono contro gli happy hour, ma faccio un appello di evitare gli assembramenti e di portare le mascherine fino al 2 giugno”.

“Regia per la riapertura delle frontiere”

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Sulla riapertura delle frontiere, per il presidente del Veneto è necessaria una regia. “Mi immagino che ci sia un tavolo a livello europeo con i ministri degli Esteri e quelli della Sanità per stilare delle linee guida, cosa che oggi non sta accadendo - evidenzia il governatore - la situazione sanitaria a livello europeo è poliedrica ed eterogenea, ma ritengo che da qui a giugno si possa assolutamente trovare una soluzione minima per tutti”. Ma Zaia boccia "il tema delle quarantene” che “è assolutamente insostenibile per il turismo”.

Cosa sono i tamponi in “pool”

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Sui tamponi in “pool”, poi, il governatore spiega che “prendiamo 10 analisi singole, ne prendiamo un po' e le mescoliamo tutte in una provetta unica e analizziamo la provetta. Se dà positività torniamo alle provette singole e le analizziamo una alla volta per trovare il positivo, ma visto che l'incidenza è ormai sotto il 2 per mille abbiamo un moltiplicatore per dieci nelle analisi quindi risolviamo il fattore limitante delle macchine facendone dieci in una”.

“Sul Veneto errore imbarazzante”

Zaia, riguardo all’emergenza coronavirus, ha anche definito "imbarazzante" la decisione del governo di escludere i Comuni veneti dal finanziamento stabilito per le “zone rosse”. "Abbiamo avuto 1.832 vittime - ricorda il presidente - e penso sia lapalissiano che il Veneto sia stato martoriato dal virus”. Il governatore lancia quindi un appello “a coloro che hanno un ruolo in questa maggioranza di governo, l'opposizione lo fa già, di interessarsi affinché venga corretto questo errore. E voglio considerarlo un errore, perché mi rifiuto di pensare che sia una strategia”.

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