Coronavirus, Catalfo sulla Cig in deroga: “Domande all’Inps e primi soldi entro 15 giorni”

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La ministra del Lavoro ha parlato a Sky Tg24 del nuovo decreto Rilancio, spiegando come il governo abbia accorciato i tempi per i pagamenti. Per Catalfo però “è necessaria subito una riforma degli ammortizzatori sociali, il sistema è troppo frammentato”

Rendere nell’immediato più snella la cassa integrazione per accreditare velocemente i soldi ai lavoratori penalizzati dall’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE - GRAFICHE) e, subito dopo, riformare in toto il sistema degli ammortizzatori sociali. Sono queste le direzioni in cui si sta muovendo il governo in tema di lavoro, secondo quanto ha spiegato a Sky Tg24 la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. “Siamo intervenuti cercando di semplificare le procedure - ha detto -. La cassa integrazione ordinaria autorizzata è stata già pagata all’85% dei lavoratori, stiamo velocizzando con la nuova procedura che coinvolgerà anche il Fondo d’integrazione salariale”. Per la cassa in deroga, invece, le Regioni saranno bypassate: “Entro 30 giorni il datore di lavoro potrà fare domanda con i dati del lavoratore direttamente all’Inps, che entro 15 giorni potrà erogare, anche sul pregresso, il 40% della quota da destinare che verrà poi saldata con la presentazione da parte dell’azienda del modello SR41” (TUTTE LE NOTIZIE SUL DL RILANCIO - LE FAQ).

“Mettere subito mano a una riforma degli strumenti”

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La mossa del governo, ha spiegato la ministra, punta a velocizzare le procedure mentre si ragiona su una riforma più ampia di questi strumenti. “È necessaria una riforma degli ammortizzatori sociali, perché in Italia abbiamo un sistema molto frammentato che prevede diversi strumenti per tutte le diverse tipologie di lavoratori, parliamo di circa 22 strumenti differenti”. Catalfo ha spiegato che “fare una riforma in itinere era impossibile” e si è optato quindi per velocizzare le procedure esistenti. “Ciò non toglie che il sistema abbia bisogno di una reale riforma sulla quale bisogna mettere subito mano”. Nel decreto Rilancio la ministra ha precisato che ci sono 26 miliardi di euro per le misure legate al lavoro, tra cui 16 miliardi per la proroga della cassa integrazione. Prorogate inoltre misure come l’allungamento della Naspi e della Discoll, il congedo parentale pagato al 50% della retribuzione e il bonus baby sitter.

“Più formazione con la rimodulazione dell’orario di lavoro”

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Catalfo ha parlato anche della rimodulazione dell’orario di lavoro, per cui nel dl sono stati stanziati fondi, e che può diventare un’opportunità per le imprese. “È uno strumento di politica attiva studiato anche in considerazione di questa emergenza, ma che potrebbe essere utilizzato anche in futuro e che punta molto sulla formazione - ha detto -. Il lavoratore che, tornando al lavoro, non può essere impiegato in questo frangente per tutto l’orario previsto per contratto, viene inserito per la rimanente parte in un programma di formazione continua. Questo darà valore aggiunto al lavoratore e anche all’impresa che avrà un lavoratore più formato e più competitivo”. 

Un Osservatorio permanente del mercato del lavoro

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Gli strumenti messi in campo dal governo con i decreti Cura Italia e Rilancio, ha concluso Catalfo, si rivolgono al mondo del lavoro “così com’era, o per lo meno senza grossi cambiamenti rispetto al 23 febbraio scorso”. La ministra riconosce però che “ci saranno sicuramente delle trasformazioni del mercato del lavoro, motivo per cui ho istituito in questo decreto un Osservatorio del mercato del lavoro permanente”. Obiettivo, ha detto Catalfo, è “studiare l’evoluzione del mercato e intervenire non dopo, ma in anticipo”.

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