Coronavirus, il Mes spacca il governo. Conte: “Non ha senso dividere l’Italia adesso”

Politica

Il Meccanismo europeo di stabilità a cui l’Eurogruppo ha dato via libera a zero condizionalità e limitatamente alle spese sanitarie trova i partiti della maggioranza in disaccordo. Il premier: se ci saranno condizioni o meno lo giudicheremo alla fine delle trattative Ue

La scelta degli strumenti economici da mettere in campo per sostenere i Paesi più colpiti dell’epidemia di coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - “IO RESTO A CASA”) non divide solo l’Unione europea ma anche il governo italiano. La maggioranza non trova infatti l'intesa sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità (COS'È) noto anche come fondo salva-Stati. Dopo l’Eurogruppo della scorsa settimana, che ne ha dato il via libera all’uso a zero condizionalità e limitatamente alle spese sanitarie, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto che l’Italia non ne avrebbe usufruito “né oggi né mai”. E ha ribadito la sua posizione oggi, 15 aprile, in un messaggio su Facebook: “Sul Mes la mia posizione è stata molto chiara sin dall’inizio: è un meccanismo inadeguato e insufficiente per reagire a questa sfida epocale”. Ma il Partito democratico, così come Italia Viva, si sono detti favorevoli, suscitando la reazione del Movimento 5 stelle, contrario al ricorso al Mes, che ha accusato il Pd di “mettere in discussione la linea del governo”, come ha detto il capo politico M5s Vito Crimi in un’intervista al Fatto Quotidiano. Tanto da rendere necessario un intervento del ministro degli Esteri del Movimento Luigi Di Maio, che ha invitato la maggioranza a “giocare da squadra” (LE TAPPE DELL'EPIDEMIA - LE FOTO SIMBOLO - LE GRAFICHE CON I DATI).

Conte: “Al Parlamento spetterà l’ultima parola”

Il presidente del Consiglio ha invitato i partner di governo a rimandare le polemiche sul Mes a dopo le trattative europee, perché “se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine. “Prima di dire se un finanziamento conviene o meno al mio Paese - ha commentato Conte - voglio prima battermi perché non abbia condizioni vessatorie di alcun tipo. Dopodiché voglio leggere e studiare con attenzione il regolamento contrattuale che condiziona l’erogazione delle somme. Solo allora mi sentirò sicuro di poter esprimere una valutazione compiuta e avveduta”. Il suo giudizio per ora è che si tratti di una misura “insufficiente” in quanto “ha un regolamento pensato per shock asimmetrici e per reagire a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi”. Conclusi i colloqui a Bruxelles, ha aggiunto Conte, la discussione sul Mes “dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l'ultima parola”.

Pd: “Utilizziamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno”

Dal Pd sono intervenuti sul tema i due capigruppo alla Camera e al Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, assicurando che non è in atto alcun tentativo di delegittimazione di Conte o dell’esecutivo. “Non si mette in discussione nulla - ha detto Delrio - abbiamo solo detto che se non ci sono condizioni capestro il nostro Paese deve utilizzare tutte le risorse se ne ha bisogno. Il governo di certo non potrà dire di non averne bisogno e poi non finanziare alcune cose perché non ci sono le risorse”. Aver ottenuto la possibilità di utilizzare questi fondi per la sanità senza condizionalità è per Delrio “un successo del nostro Paese”. A lui fa eco Marcucci: “Legarsi alla terminologia senza andare a vedere che cosa è cambiato vuol dire rifiutare l’oggettività dei risultati ottenuti da Conte, che è riuscito a fare una rivoluzione. È cassa disponibile e bisogna accedervi”.

Renzi: “Le polemiche sono prese in giro”

Nel dibattito si è inserito anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi, questa volta d’accordo con gli ex compagni di partito dem. “Il Mes senza condizionalità significa che ci danno 37 miliardi di euro, a condizioni migliori di un qualsaisi altro tipo di prestito”, soldi che “vanno ai cittadini italiani”. Le polemiche di M5s e Lega sono, per Renzi, “una presa in giro”. “L’Italia utilizzerà i 37 miliardi di euro del Mes”, ha concluso l’ex presidente del Consiglio.

Crimi: “Il Pd smentisce il premier”

Il pentastellato Crimi al Fatto Quotidiano ha detto che la spaccatura della maggioranza rischia di danneggiare anche la trattativa in Europa, dove il prossimo 23 aprile Conte è atteso per il Consiglio europeo che discuterà anche delle risposte economiche alla pandemia. “L’atteggiamento del Pd è sbagliato, sta smentendo il premier - è la posizione di Crimi -. Serve che il Pd chiarisca al Paese perché ha cambiato posizione”. Più duro il sottosegretario M5s agli Esteri, Manlio Di Stefano: “Delrio in pratica ha ammesso di non sapere nulla sul tema della condizionalità ma comunque, alla cieca, si è lanciato contro la linea del governo e del presidente Conte”. Anche la senatrice Barbara Lezzi attacca: “Se il Pd vuole il Mes deve tornare alleato di Berlusconi”, è stata la sua provocazione.

Di Maio cita De Gasperi

Nella serata del 15 aprile nella polemica poltica è intervenuto anche l’ex leader pentastellato e ministro degli Esteri Di Maio. “Abbiamo sempre giocato da squadra, ora ci troviamo in uno dei momenti più delicati della nostra storia, ed è bene che si torni a giocare da squadra”, ha commentato con una nota, citando poi Alcide De Gasperi: “Solo se saremo uniti saremo forti. Solo se saremo forti saremo liberi”.

Diviso anche il centrodestra

Sul ricorso allo strumento è divisa anche l’opposizione: Lega e Fratelli d’Italia sono contrari, mentre Forza Italia è favorevole all’accesso ai fondi. “Il Mes non va demonizzato, usiamolo senza condizioni”, ha chiesto il presidente di Fi Silvio Berlusconi in un intervento sul Giornale. “Non è una questione di tifoserie - ha replicato il leader della Lega Matteo Salvini - non esiste un Mes senza condizioni, se uno chiede un euro o milioni di euro dovrà restituirli, il problema non è il tasso (di interesse, ndr) ma le condizionalità per restituire quei soldi. L’accordo dell’Eurogruppo non può andare sopra al Trattato”. La presidente di FdI Giorgia Meloni è d’accordo con Salvini: “Se non restituisci i soldi che chiedi in prestito come dicono loro e nei tempi che stabiliscono, e indipendentemente dalla difficoltà che hai - ha detto - puoi ritrovarti la Troika dentro casa”.

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