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Caso Gregoretti, Salvini: "Non penso ci sarà alcuna condanna, difesa patria è un dovere"

Caso Gregoretti, Salvini: "Non penso ci sarà alcuna condanna"

3' di lettura

Il leader leghista, nell’incontro con la stampa estera, ha detto che seguirà quanto accadrà "senza timore o preoccupazione". "La difesa della patria è dovere per ogni cittadino", ha aggiunto. Poi attacca il M5S: "Nati come anticasta, ora alleati di Pd e poteri forti"

“Non penso che quanto ho fatto, a maggior ragione da ministro, comporterà alcuna condanna”. A dirlo è Matteo Salvini, che durante la conferenza stampa presso la Stampa Estera è tornato sulla vicenda della nave Gregoretti e sul via libera del Senato al processo nei suoi confronti, sottolineando che si tratta del primo incontro con i giornalisti "dopo che sono stato ufficialmente mandato a processo”. “Seguirò con attenzione quanto accadrà, senza alcun timore o preoccupazione”, ha affermato. Il segretario leghista ha ribadito che "l'articolo 52 della Costituzione, sul quale ho giurato da ministro, prevede che la difesa della patria è un dovere per ogni cittadino, quindi non penso che quanto ho fatto a maggior ragione da ministro comporterà alcuna condanna".

Il Senato dice sì al processo nei suoi confronti

Ieri dal Senato è arrivato il via libera per il processo a Salvini accusato, dal tribunale dei ministri di Catania, di sequestro di persona per i 131 migranti che rimasero bloccati quattro giorni sulla nave della Marina militare Gregoretti, prima di sbarcare ad Augusta il 31 luglio scorso. “Ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio però se ci dev’essere un processo che ci sia – ha dichiarato in Aula Salvini – Non andrò a difendermi ma a rivendicare con orgoglio quello che abbiamo fatto”.

L'attacco al M5S: "Nati come anticasta, ora alleati del Pd"

Nel corso della conferenza stampa con i corrispondenti stranieri Salvini ha poi attaccato il M5S e la sua alleanza con il Partito democratico che ha permesso la nascita del Conte bis. "Quando un partito nato come rivoluzione anticasta poi si chiude nel Palazzo e diventa casta a sua volta e si allea con un partito simbolo dei poteri forti come il Pd poi è chiaro che gli elettori ringraziano e ti salutano…", ha detto. "Non sono solito occuparmi dei problemi altrui - la premessa del segretario del Carroccio -. Di M5s posso dire che in Emilia sono al 3 per cento, in Calabria non sono neanche entrati in Consiglio regionale. Da qui a primavera ci saranno altre 6 elezioni regionali, il destino sarà lo stesso. Ma invitate Grillo, Di Maio o Crimi e chiedete a loro".  Salvini ha poi riconosciuto che "c'erano dei presupposti anche positivi nelle nascita di quel partito ma se ti allei con il Pd - ha ribadito - nascendo per combattere il Pd...".

"Nostra priorità crescita, non uscita dall’Euro"

L’ex ministro dell’Interno ha affrontato anche l’euroscetticismo del suo partito. ”Ormai a criticare l'Europa non siamo più solo noi euroscettici, ma anche popolari e socialisti. Non siamo noi ad aver fatto inversione ad U - ha sottolineato -. I minibot? Erano uno strumento per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione. La nostra priorità non è uscire da qualcosa ma la crescita economica”, ha spiegato, per poi aggiungere: "Tutti i nostri sforzi sono per il rilancio dell'economia italiana".

Data ultima modifica 13 febbraio 2020 ore 10:31

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