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Mara Carfagna a Sky Tg24: "Sul caso Gregoretti Forza Italia voterà contro autorizzazione"

Politica

La vicepresidente della Camera e deputata di FI ospite di Start. Tanti i temi affrontati: dalla neve dei migranti alla legge elettorale. E se al voto in Emilia Romagna dovesse vincere il centrodestra, il governo dovrebbe dimettersi

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“I senatori di Forza Italia voteranno contro l’autorizzazione perché ritengono che quella fu una scelta eminentemente politica e fu presa dall’intero Governo, non da Salvini ministro dell’Interno con la mancanza di conoscenza e consapevolezza del premier Conte e del vicepremier Di Maio”. Così la vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia Mara Carfagna, ospite negli studi di Sky Tg24, parlando del voto di oggi nella Giunta per le immunità sull'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro dell'Interno sul caso Gregoretti

Caso Gregoretti: "una scelta non degna di un Paese civile"

Matteo Salvini - ha aggiunto - ha bloccato la Gregoretti per difendere l’interesse nazionale e proteggere i confini italiani. Politicamente si può discutere se quella scelta fosse giusta oppure no. Alcuni ritengono che fosse giusta, altri che fosse sbagliata. Io ebbi modo di dire che quella era una decisione sbagliata. Che Salvini lo abbia fatto per difendere i confini non c’è nulla da dire, però per raggiungere un obiettivo politico non è lecito fare qualunque cosa, per me quella fu una scelta, presa dall’intero Governo, inumana, non degna di un Paese civile, che copriva l’assenza di una reale politica di contrasto all’immigrazione clandestina”.

"Una scelta dell'intero governo Conte"

“Io trovo surreale – ha proseguito - l’atteggiamento del M5S, se qualcuno deve andare a processo, devono andare a processo tutti, perché è evidente che la decisione che ha riguardato la Gregoretti, giusta o sbagliata che fosse, è stata presa dall’intero Governo. Il fatto che Conte ci venga a raccontare che lui non sapesse del blocco della nave Gregoretti è una presa in giro a cui non crede nessuno".

Una nuova legge elettorale ma non solo

Sul tema della legge elettorale, la deputata di FI si è espressa a partire dal recente pronunciamento sul referendum proposto dalla Lega da parte della Consulta: "Credo che la bocciatura del referendum della Corte dia l’opportunità per trovare una condivisione, per scrivere una legge elettorale che sia considerata valida dalla stragrande maggioranza delle forze politiche presenti in Parlamento. La legge elettorale da sola non serve a garantire stabilità e governabilità, è un pezzo, un meccanismo di un ingranaggio complesso. Accanto alla legge elettorale bisognerebbe prevedere altre cose, come l’elezione diretta del Presidente del Consiglio o del Capo dello Stato”.

"Renzi garantista, diverso dal populismo giustizialista dei 5 Stelle"

Rispondendo a una domanda sui punti di contatto emersi tra la linea politica di Forza Italia e quella di Italia Viva, Mara Carfagna ha chiarito: “Renzi è stato segretario del Pd, quindi la sua collocazione politica non lascia margini di dubbio. Però è sempre stato un riformatore e un riformista e anche sui temi della giustizia è sempre stato più garantista rispetto al corpaccione del PD e oggi rispetto al M5S. Nessuna lettura dietrologica particolare, che porti a immaginare intese o accordi o patti. Semplicemente la sua vena garantista lo porta distinguersi dal populismo giustizialista del M5S, che è responsabile di una riforma, l’abolizione della prescrizione, che è una lesione dello Stato di diritto”.

"Se in Emilia Romagna vince il Centrodestra, il governo dovrebbe dimettersi"

In conclusione, una battuta sul voto di domenica in Emilia Romagna (DOVE SI VOTA): "Penso ci sia una grande voglia di cambiamento, bisogna capire se il centrodestra sarà capace di intercettare questa voglia di cambiamento, io credo di sì. Probabilmente aver trasformato tutto in un referendum pro o contro Salvini rischia di essere controproducente, questo lo vedremo lunedì”. In caso di una vittoria del centrodestra in Emilia Romagna: “Sarebbe un segnale forte, difficile da ignorare, sono sei o sette le elezioni regionali che il centrodestra ha vinto negli ultimi due anni, questo Governo si regge su una maggioranza parlamentare che non corrisponde alla maggioranza elettorale. Ma non penso che il Governo ne trarrebbe le conseguenze dimettendosi, anzi, se dovessero perdere in Emilia Romagna deciderebbero di restare ben abbarbicati alle poltrone, per evitare di doversi confrontare con un sentimento popolare che in questo momento è loro avverso”.