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Caso Gregoretti, scontro in Giunta al Senato per voto su Salvini

I titoli di Sky Tg24 delle ore 8 del 14 gennaio

2' di lettura

Protesta dei senatori di maggioranza dopo la decisione di bocciare la richiesta di più documenti sulla salute dei migranti sulla nave. Ira di Salvini

Tensione in Giunta al Senato sul caso Gregoretti (TUTTE LE TAPPE DEL CASO). I 10 senatori di M5s, Pd, Leu e gruppo Misto hanno lasciato, per protesta, la riunione della Giunta delle immunità del Senato dopo che è stata respinta la richiesta del M5s di avere ulteriori documenti sulla salute dei 131 migranti bloccati l'estate scorsa per 4 giorni sulla nave della Guardia costiera. Contestano inoltre la decisione di convocare oggi 14 gennaio l'ufficio di presidenza per decidere l'eventuale rinvio del voto a dopo le Regionali del 26 gennaio, nonostante l'assenza annunciata del capogruppo di Leu Pietro Grasso. Sono così sempre più in bilico i tempi del verdetto sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini: verdetto richiesto dal tribunale dei ministri di Catania e previsto, al momento, entro il 20 gennaio. A metà febbraio, quello definitivo dell'Aula.

Salvini: processo politico, io orgoglioso

Sul voto nella giunta per le autorizzazioni al Senato per il caso Gregoretti non si è fatta attendere la reazione di Matteo Salvini."Se mi manderanno a processo sarà un processo politico ma penso che dovranno trovare un Tribunale molto grande perchè immagino che alcuni milioni di italiani vorranno farmi compagnia e li inviterò uno per uno perchè controllare i confini e l'onore di un Paese sono un dovere di un politico. Ricordo - ha detto il leader della Lega - che sarei imputato per sequestro di persona aggravato e continuato, che prevede fino a 15 anni di carcere, per aver bloccato per quattro giorni lo sbarco di 131 migranti in attesa che cinque Paesi europei e la Conferenza episcopale italiana accettassero di accoglierli. Questo è un crimine per cui rischio quindici anni di carcere, ed è un gesto di cui vado orgoglioso. Ricordo che abbiamo diminuito gli sbarchi e meno sbarchi significa meno morti e meno sofferenza".

Lo scontro con Conte

Ad accendere i toni anche le parole del premier sulla vicenda del ritardato sbarco. In un'intervista del 13 gennaio al Corriere della sera, Conte chiarisce: "Tutta la fase decisionale è stata gestita dall'allora ministro dell'Interno, che l'ha anche rivendicata". Durissima la replica di Salvini: "A me la gente che perde l'onore e sacrifica la sua dignità per salvare la poltrona, fa un'immensa tristezza", urla da un comizio nell'Emilia che sta girando da giorni.

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