Governo, vertice maggioranza dopo tensioni. I nodi: giustizia, autonomia, crisi aziendali

Politica

Dopo l’ok al salvataggio della Popolare di Bari e alla legge di bilancio, incontro a Palazzo Chigi per discutere dei dossier aperti e cercare di superare le polemiche. Conte avrebbe detto: "Se fallisce stacco spina". Poi fonti precisano: si stabilirà tabella di marcia

Giustizia, autonomia e crisi aziendali. Sono questi i nodi all'ordine del giorno del vertice di governo di questa sera (lunedì 16 dicembre) a Palazzo Chigi. Un vertice che arriva dopo il salvataggio della Banca popolare di Bari e il voto di fiducia sulla legge di bilancio. Secondo indiscrezioni di stampa, l'incontro sarebbe stato fortemente voluto dal premier Giuseppe Conte per verificare la tenuta dell’esecutivo e ricompattare la squadra di governo dopo le tensioni e le polemiche delle ultime settimane. Secondo il Corriere, “nella testa del presidente del Consiglio il nuovo orizzonte si chiama “Agenda 2023’”. “Se la verifica di governo fallisse, sarei io per primo a prenderne atto e a staccare la spina”, avrebbe detto in privato Conte, secondo quanto riportava in mattinata il quotidiano di via Solferino. Più tardi, fonti dell'esecutivo hanno spiegato che non è prevista nessuna verifica. Piuttosto, hanno spiegato, si tratta di un modo per mettere insieme la tabella di marcia del governo.

I dossier ancora aperti

All’ordine del giorno ci sono quindi i dossier ancora aperti, come Alitalia ed ex Ilva, i nodi giustizia e autonomia. L’obiettivo resta quello di scrivere una bozza di cronoprogramma che garantisca stabilità all’esecutivo. È in particolare il Pd a chiederla: messa in sicurezza la manovra, pretende chiarezza sui singoli temi. Sulla riforma della giustizia e la nuova prescrizione, Pd e M5s si sono riavvicinanti nei giorni scorsi dopo un lungo braccio di ferro. I dem vogliono evitare lo stop alla prescrizione dopo una condanna in primo grado perché ritengono che questo possa portare a una paralisi dell'attività dei tribunali e soprattutto perché dilazionerebbe i processi all'infinito. Un punto d'incontro sembra essere stato trovato in un ddl, da inserire dentro alla riforma del processo penale o in un provvedimento ad hoc in cui trovino spazio certezza della pena e ragionevole durata dei processi. L'altro nodo sul tavolo di palazzo Chigi è quello dell'Autonomia differenziata. Il ministro Francesco Boccia avrebbe voluto inserire il testo in manovra, ma ha incontrato il niet di M5s e Italia Viva che hanno parlato di "blitz".

Le ultime polemiche Renzi-Di Maio

Le ultime polemiche nella maggioranza, poi, riguardano il salvataggio della Banca popolare di Bari, con il governo che ha approvato un decreto che stanzia 900 milioni a Invitalia affinché finanzi il Microcredito centrale e gli consenta di acquisire quote dell’istituto bancario. Due giorni di tensioni e scontri per approvare un provvedimento che era stato stoppato da Matteo Renzi e Luigi Di Maio venerdì notte. Il leader di Italia Viva chiede al capo politico del M5S di fare ammenda e chiedergli scusa per averlo attaccato in passato sulle banche, Di Maio ribatte tirando in ballo Banca Etruria. Prova ad approfittarne Matteo Salvini, che chiede a Conte di convocare un "comitato di salvezza nazionale" che riscriva le regole del gioco e poi porti alle elezioni.

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