Prescrizione, dopo la tensione riparte dialogo M5S-Pd . Orlando: "Ripresa interlocuzione"

Politica

Il vicesegretario dei Dem dopo un colloquio telefonico col ministro Orlando: "Presenteremo a giorni una proposta". Di Maio: "Ogni buona proposta è ben accetta". Prima il botta e risposta nella maggioranza. M5S: "Siate leali". Pd: "Decide Conte, non veline M5S".

Dopo una giornata di tensione, riparte il dialogo nella maggioranza sulla prescrizione (COSA PREVEDE LA RIFORMA). Prima il vicesegretario del Pd Andrea Orlando assicura che "con il M5S è riaperta l'interlocuzione", poi dopo un colloquio telefonico col ministro della Giustizia Alfonso Bonafede fa sapere che di aver annunciato al guardasigilli che i Dem "a giorni" presenteranno una proposta, anticipata anche al premier Giuseppe Conte. D'altronde, in precedenza Bonafede, dopo aver chiesto di "non far rientrare la prescrizione dalla finestra" aveva aperto agli alleati: "C'è la mia sincera disponibilità a vagliare le proposte del Pd e delle altre forze di maggioranza". Il riavvicinamento è confermato anche dalle parole del leader pentastellato Luigi Di Maio: "Non vedo motivo di alimentare tensioni inutili all'interno del governo. Sulla prescrizione ogni buona proposta che punti a far pagare chi deve pagare e vada dunque nella direzione auspicata dal M5S è ben accetta". Sul fronte della Lega, Salvini a Sky Tg24 fa sapere che "se c'è da votare qualcosa che eviti danni agli italiani voto anche con Topolino" e Bongiorno non chiude a un voto con il Pd, ma ammonisce: "No a pannicelli caldi o soluzioni-tampone!".

Fonti M5S a Pd: "Serve lealtà"

La giornata però è iniziata con l'avvertimento da parte pentastellata. "Con le minacce non si va da nessuna parte - hanno fatto trapelare alcune fonti del M5S -. È opportuno, invece, dimostrare chiaramente di essere leali e andare avanti in maniera compatta. Con la riforma della prescrizione abbiamo la possibilità di mettere la parola fine all'era Berlusconi che ha fatto solo del male al nostro Paese. Siamo certi che il Pd farà la scelta giusta pensando all'interesse dei cittadini". 

Pd: "Decide Conte, non le veline del M5S"

Poi la replica a stretto giro del presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci: "La riforma della prescrizione è nelle mani del Presidente Conte, non certo delle veline del M5S. Serve un intervento correttivo, decida Di Maio se vuole condividerlo con la maggioranza, o lasciare che il Parlamento si esprima liberamente”, aggiunge. Concorde il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio, che a Omnibus su La7, ha dichiarato: ”Sono molto convinto che troveremo una soluzione perché sono convinto della ragionevolezza degli interlocutori a partire dal ministro Bonafede. Conte è il presidente del Consiglio ed è di garanzia per tutta la coalizione e per il coordinamento dei ministri. Ognuno faccia il suo mestiere”.

Bonafede: "Non far rientrare prescrizione dalla finestra"

"Non voglio rompere con nessuno o provocare una crisi di governo”, spiega il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. ”Mi rifiuto di pensare che una maggioranza in cui ci sono M5s e Pd possa mettere in crisi un governo sulla prescrizione", aggiunge precisando che "non ci sono veline 5S, ma dichiarazione trasparenti”. "Se ci sono altre proposte sono pronto a vagliarle" ma "no a strumenti per far rientrare la prescrizione con un altro nome". La proposta di dare tempi certi oltre i quali decade il processo "è un modo per far rientrare la prescrizione dalla finestra", "la rispetto ma non posso condividerla", sottolinea.

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