Autostrade, Di Maio: "Si va verso la revoca delle concessioni"

Politica

I Cinquestelle accelerano sulla richiesta di revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia: una discussione che va avanti da oltre un anno dopo il crollo del ponte Morandi

La revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia adesso è più vicina. Da un anno e mezzo, in seguito alla tragedia del Ponte Morandi a Genova, continua a chiederla il Movimento 5 stelle. "Si va verso la revoca delle concessioni autostradali, bisogna togliere a questi signori la concessione il prima possibile dopo che hanno preso i nostri soldi per i pedaggi senza fare la manutenzione delle strutture" ha detto il ministro Luigi Di Maio intervistato da Radio Anch'io. Dopo le accuse del procuratore di Genova sugli "omessi controlli come filosofia generale" di Aspi, anche il Pd pensa sia, alla fine, la soluzione principale. Il governo aveva chiesto una compensazione: abbassare i pedaggi e rendere gratuite alcune tratte. Ma dopo il no della società c'è stata la dura rezione anche della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, che nel corso del question time alla Camera ha detto che "non ci saranno sconti agli interessi privati, per garantire la piena realizzazione nell'esclusivo interesse pubblico".

Inchiesta Open e polemiche

"Serve una commissione d'inchiesta sui finanziamenti ai partiti per scoprire fatti politicamente e moralmente rilevanti" ha proseguito il ministro degli Esteri, nell'intervista, a proposito della vicenda Open, la fondazione nata nel 2012 per sostenere le iniziative politiche dell'ex premier Matteo Renzi. Di Maio ha sottolineato come vada "rispettato il lavoro della magistratura, mentre la politica può fare la sua parte con la commissione d'inchiesta. In attesa della magistratura - ha aggiunto il leader M5s- la politica può fare la sua parte con un'inchiesta parlamentare per scoprire i fatti moralmente rilevanti: da dove vengono i fondi nelle casse dei partiti". Anche M5s, ha aggiunto "si sottoporrà alla commissione perchè le commissioni d'inchiesta - ha concluso Di Maio - non sono fatte contro determinati leader politici, ma per analizzare fatti politici ed è logico che anche il movimento 5 stelle si sottoporrebbe alla commissione".

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