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Ponte Morandi, inchiesta bis: nove misure cautelari per falsi report

2' di lettura

I dirigenti e tecnici di Spea e Aspi iscritti nel registro degli indagati dell'inchiesta bis - che riguarda anche altri viadotti italiani - erano in tutto 15. Nei confronti delle due società emesse anche alcune interdittive  

Controlli “ammorbiditi” e falsi report: nove misure cautelari nell'ambito dell'inchiesta bis, riguardante i monitoraggi sulle condizioni di alcuni dei viadotti gestiti da Autostrade, tra cui il "Paolillo" in Puglia. La Guardia di finanza di Genova sta eseguendo le misure firmate dal Gip Angela Nutini, chieste dal pubblico ministero Walter Cotugno. L'inchiesta bis era partita dopo il crollo del ponte Morandi del 14 agosto 2018, e aveva portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone tra dirigenti e tecnici di Aspi e Spea.

Gli arresti e le misure interdittive. 

Secondo quanto trapela sono finiti ai domiciliari Massimiliano Giacobbi (Spea), Gianni Marrone (direzione VIII tronco) e Lucio Torricelli Ferretti (direzione VIII tronco). Le condotte degli indagati sono "gravemente minatorie della sicurezza degli utenti della strada" e per questo "si ritiene indispensabile, al fine di fronteggiare le esigenze cautelari, un'applicazione cumulativa per una consistente durata": con queste parole il gip spiega nell'ordinanza la richiesta di custodia cautelare per i falsi report sui viadotti. Le misure interdittive - sospensione dai pubblici servizi per 12 mesi - riguardano invece tecnici e funzionari di Spea e Aspi Maurizio Ceneri, Andrea Indovino, Luigi Vastola, Gaetano Di Mundo, Francesco D'Antona e Angelo Salcuni. Le misure cautelari hanno fatto crollare Atlantia in Borsa.

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