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Pontida, Lerner dopo insulti antisemiti: "Bossi si scusava". Salvini: "Lui sputa veleno"

I titoli di Sky TG24 delle 13 del 16/09

3' di lettura

Al raduno leghista il giornalista era stato preso di mira da alcuni militanti. Oggi il leader del Carroccio torna sull’argomento: "Ospite sacro, ma lui mi augurò la morte". La replica: "Lui gongola e ci marcia"

"Quando anche un parlamentare della Lega diceva nei comizi 'vedo Lerner e capisco Hitler', arrivava la mattina dopo la telefonata di Umberto Bossi che diceva 'quello è un pirla, scusalo, noi non la pensiamo certo così'".

Così il giornalista Gad Lerner in riferimento agli insulti antisemiti ricevuti a Pontida e alle mancate scuse da parte dell’attuale leader leghista Matteo Salvini. Il giornalista domenica è stato pesantemente insultato al suo arrivo nel prato del raduno della Lega: "Ebreo, massone, venduto, straccione". Sempre a Pontida, c'è stata anche l'aggressione ad Antonio Nasso, un videomaker sempre di Repubblica. (LE FOTOIL DISCORSO DI SALVINI)

Salvini: "Lerner ha sputato veleno per 20 anni"

Il giorno dopo Pontida, Matteo Salvini è tornato sugli episodi che hanno visto coinvolti Lerner e Antonio Nasso: "Questi non sono giornalisti ma spesso calunniatori", ha detto il segretario della Lega. "Che Repubblica ogni giorno mi insulti, che Gad Lerner passi la vita a insultarmi, e Saviano, e Tizio e Caio... secondo me il giornalista dovrebbe essere superiore a certe cose". Poi aggiunge: "Non si tratta mai male nessuno. A casa mia l'ospite è sacro ma se uno sputa veleno su una persona per vent'anni...". Il leader del Carroccio ha inoltre ricordato che "Gad Lerner una volta si augurò la mia morte".

Lerner: "Salvini ci gongola"

Rispondendo alle parole di Salvini e alle sue mancate scuse, Lerner ha precisato: "Prima di questi cori, tanti militanti della Lega mi chiedevano i selfie, mi salutavano cordialmente, frequento i loro raduni da una trentina d'anni. Poi si forma il coro, e nel coro emergono gli umori, le pulsioni, che individualmente magari nessuno ha il coraggio di esprimerti. Non è successo niente di grave, sono andato lì a fare il mio lavoro, ma rilevo qualche differenza rispetto al passato". E dopo aver raccontato come Umberto Bossi in passato avesse chiamato per scusarsi aggiunge: "Mi è successo più di recente con Giorgetti, che mi ha detto 'non pensare che questa pulsione razzista e antisemita sia l'espressione della Lega'. Ho l'impressione che invece Salvini ci gongoli e ci marci un po'. Di certo non telefona. Non mi ha chiamato, e diciamo che non mi manca".

Repubblica risponde a Salvini: "Mai insultato"

Alle parole di Salvini il giorno dopo il raduno ha replicato anche la direzione di Repubblica, con una nota pubblicata sul proprio sito: "Mai insultato, mai minacciato, mai diffamato (e infatti non abbiamo ricevuto querele da parte sua). In realtà abbiamo fatto di peggio: lo abbiamo raccontato".

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