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La Lega presenta la sfiducia a Conte. Salvini: "Intese Di Maio-Renzi". M5S: "Giullare"

5' di lettura

Per lunedì la presidente del Senato Casellati ha convocato la conferenza dei capigruppo in cui si stabiliranno i tempi di discussione e di votazione della mozione. Il ministro dell'Interno teme un "inciucio". Dem e pentastellati respingono al mittente le accuse

La battaglia tra M5s e Lega che ha condotto alla crisi di governo non si combatte più solo con le parole e gli scambi di accuse, ma anche con i fatti. Il Carroccio ha fatto il primo passo, depositando in Senato la mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte, chiedendo di metterla ai voti al più presto. Se ne saprà di più lunedì 12 agosto, alle 16. A quell'ora la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha convocato la conferenza dei capigruppo in cui si stabiliranno i tempi di discussione e di votazione della mozione. Per martedì il presidente della Camera Roberto Fico ha invece indetto quella di Montecitorio. Ma è già piena campagna elettorale, con Matteo Salvini tentato di correre da solo, anche se lascia aperto uno spiraglio a eventuali alleanze a destra. Il ministro dell'Interno teme un "inciucio" tra Pd e Movimento Cinque Stelle. Ma dem e pentastellati respingono al mittente le accuse, con gli ormai ex alleati di governo che definiscono "giullare" il leader leghista. E se Luigi Di Maio insiste col taglio dei parlamentari, prima di andare al voto, per il segretario Nicola Zingaretti il Pd è l'unica alternativa alla Lega. (I POSSIBILI SCENARI - LEGGE DI BILANCIO E AUMENTO IVA - Salvini-Di Maio, i rapporti tra i ministri: la cronologia).

Salvini vuole il voto a ottobre, Conte temporeggia

Salvini conta di aver bruciato sul tempo la richiesta di Conte di riferire alle Camere, chiede che si voti prima la sua mozione di sfiducia: nel caso di comunicazioni, infatti, il premier prenderebbe la parola per primo (e poi potrebbe scegliere di andare a dimettersi per poi comunicare al capo dello Stato di non avere intenzione di continuare a gestire il governo sia pure per l'ordinaria amministrazione), nell'altro caso sarebbe Salvini ad aprire le danze. Tra i gruppi spunta l'idea di convocare le Camere tra il 19 e il 20 agosto, date che lasciano aperta la possibilità che si voti a fine ottobre (la Lega vorrebbe il 13, più probabile il 27). Il premier preferirebbe, ragionano fonti parlamentari, presentarsi alle Camere solo dopo impegni istituzionali come il G7 che si aprirà a Biarritz il 24 agosto e dopo aver comunicato all'Ue il nome del commissario italiano, che a questo punto sarebbe di sua diretta indicazione. Ma la Lega preme per far presto e anche se non otterrà di votare già questa settimana (difficile convocare i parlamentari ad horas, anche considerato che il 14 agosto ci sono a Genova le celebrazioni per l'anniversario del ponte Morandi), la convinzione è che non si andrà molto oltre il 20.

Le mosse di Di Maio e del Pd

L'intenzione del partito di Di Maio è quella di chiedere la convocazione straordinaria della Camera per votare la riforma prima della discussione al Senato sulla mozione di sfiducia. E allora anche il Pd ci prova, chiedendo di votare prima la mozione di sfiducia a Matteo Salvini, quella che i Dem hanno depositato tempo fa sui sospetti fondi russi alla Lega. Salvini guarda con sospetto a queste sfide.

Le voci sulle prove di contatto tra M5s e Dem

Si racconta di diversi tentativi di contatto, negli ultimi giorni, dei parlamentari pentastellati con i colleghi Dem. Su un asse in particolare, secondo i rumors, viaggerebbe una traccia di dialogo: quello che va da Roberto Fico a Dario Franceschini, passando per Matteo Renzi. I diretti interessati smentiscono. I Cinque stelle dei contatti con i Dem dovrebbero parlare lunedì in assemblea. Sullo sfondo c'è l'idea, per ora tutta teorica e ardua da realizzare, di un tentativo in Parlamento per sostenere un esecutivo di transizione che faccia la riforma per il taglio dei parlamentari e metta al sicuro i conti pubblici.

Cinque Stelle e Pd negano alleanze segrete

"Sento che ci sono toni simili tra Pd e M5S - dice Salvini - Sarebbe incredibile un governo Renzi-Di Maio. Sarebbe un governo inaccettabile per la democrazia". Cinque stelle e democratici negano alleanze segrete. I primi gli danno del traditore, mentre Zingaretti sentenzia: "Il populismo al governo ha fallito", per questo la sfida delle elezioni "non è persa. Ci saranno due alternative: la Lega o il Pd". L'ex premier Renzi replica da facebook: "Caro Salvini, meno mojiti, più camomille".

Le manovre a destra

Salvini ha anche accarezzato l'idea di far correre la Lega senza gli alleati "naturali" che sarebbero Forza Italia e Fratelli d'Italia. Giorgia Meloni avverte Salvini: "Noi le alleanze le facciamo prima del voto e non dopo. Non avrebbe molto senso rischiare di fare un altro governo con un gioco di palazzo dopo il voto". In serata Salvini sembra aprire: "Non si è deciso se correremo da soli. Abbiamo un'idea di Italia per i prossimi cinque anni che sottoporremo a chi la condivide con noi”. Forza Italia è alle prese con la diaspora di Giovanni Toti. Il governatore della Liguria ha già annunciato che il simbolo del suo movimento, 'Cambiamo', sarà sulla scheda elettorale. Ma gli azzurri non staranno a guardare. "Senza di noi Lega e Fdi non conquisterebbero seggi al Sud e non sarebbero credibili in Europa", sottolinea il vice presidente del partito Tajani. Silvio Berlusconi ha chiesto di fare presto e detto "no a giochi di palazzo".

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