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Fondi Lega-Russia, Salvini: "Non ho invitato io Savoini a Mosca". Dai pm rogatoria a Mosca

5' di lettura

Il vicepremier ribadisce l’estraneità del suo partito nella vicenda sui presunti fondi russi versati al Carroccio: "Non abbiamo mai chiesto un rublo a nessuno. Ok alla commissione d'inchiesta, nulla da nascondere”. E su Savoini: "Non so cosa ci facesse a quel tavolo"

È polemica sulla presenza di Gianluca Savoini, leghista presidente dell'associazione LombardiaRussia al centro della vicenda dei presunti fondi russi alla Lega e indagato per corruzione internazionale nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano. Sotto la lente in particolare due episodi: a Mosca, nell’ottobre 2018, e a Villa Madama nell’incontro bilaterale con Putin. Matteo Salvini afferma che in quelle due occasioni "Savoini non era invitato dal ministero dell'Interno". E in conferenza stampa a Palazzo Chigi il leader della Lega risponde così ai giornalisti: "Che ne so cosa ci facesse al tavolo (a Villa Madama, ndr)? Chiedetelo a lui". Savoini, secondo le notizie diffuse dalla stampa, in queste occasioni avrebbe agito da intermediario per far arrivare fondi russi nelle casse del Carroccio. Nel luglio 2018 era però seduto al tavolo della delegazione ufficiale italiana in un incontro con i rappresentanti del Consiglio per la sicurezza nazionale. Nell'ambito dell'indagine che lo coinvolge, intanto, la Procura di Milano sta valutando di avviare una rogatoria in Russia. 

L'opposizione attacca

Salvini difende il suo partito dalle accuse sui presunti fondi russi: "È tutto ridicolo. Non abbiamo mai chiesto un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto a nessuno”, scrive in un tweet. Non si placano, nel mentre, gli attacchi dell'opposizione, che insiste affinché il ministro dell'Interno e il governo chiariscano il ruolo di Savoini: “Se questi soldi, uno che stava con Salvini, sovranista, li ha chiesti, questo è alto tradimento nei confronti del nostro Paese. E su questo tradimento" bisogna "avere la forza di chiedere spiegazione”, denuncia l'ex premier Matteo Renzi. "La domanda che lo inchioda (Salvini, ndr) è: come fa un ministro italiano a non sapere chi siede al suo fianco in un incontro con un ministro russo?”, twitta invece Laura Boldrini. 

Salvini: "Savoini? Non so cosa facesse, chiedete a lui"

“Querelerò chi accosterà soldi della Lega alla Russia. Bilanci Lega trasparenti", ribatte da parte sua il vicepremier leghista. Sulla richiesta del Pd (sostenuta in parte dal M5S) di costituire commissioni d'inchiesta sui finanziamenti ai partiti, Salvini aggiunge: "Non c'è nessun problema. Ne facciano anche sette otto, non abbiamo nulla da nascondere". E a chi gli chiede se querelerà Savoini, risponde: "No, io querelo chi accosta la Lega a ipotesi di corruzione". Salvini dice poi di avere "totale fiducia nella magistratura italiana, che è la più solerte, efficace e libera del mondo... E se c'è un solo rublo fuori posto sono il primo ad arrabbiarmi, ma non credo ce ne siano". 

Conte: "Non conosco Savoini"

Nel dibattito è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte che ha affermato di non conoscere Savoini: "Non l'ho mai incontrato personalmente", ha detto, spiegando che il leghista era presente alla cena in onore di Putin a Roma solo perché partecipò al forum Italia Russia del pomeriggio.

Gianluca Savoini ritratto insieme alla delegazione italiana guidata da Matteo Salvini nella sala delle riunioni del Ministero dell’Interno della Federazione Russa per un incontro con i rappresentanti del Consiglio per la sicurezza nazionale (16 luglio 2018)

Cremlino: l'inchiesta di BuzzFeed non prova nulla

Una replica alla vicenda è arrivata anche dal Cremlino: l'inchiesta di BuzzFeed "non prova nulla", ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, citato dall'agenzia Interfax. "Non c'è niente da commentare", ha affermato Peskov. "Abbiamo visto il rapporto di BuzzFeed e abbiamo analizzato la trascrizione" dei colloqui, "ma questo non prova nulla. Non vediamo ragione per commentare".

L'inchiesta

Dopo la pubblicazione delle inchieste giornalistiche dell’Espresso (dello scorso febbraio) e del sito americano BuzzFeedla Procura di Milano ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di corruzione internazionale. Primo indagato è, appunto, Gianluca Savoini. I pm vogliono verificare se nella presunta compravendita di petrolio – documentata dall'audio diffuso da BuzzFeed – una parte del prezzo sia o meno arrivata a funzionari pubblici russi, oltre a quella che sarebbe dovuta finire alla Lega.

Le polemiche

Sulla vicenda, il Pd ha chiesto l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta e il M5S lo sostiene, se coinvolge tutti i partiti: “Votiamo sì a una commissione d'inchiesta sui finanziamenti a tutti i partiti, associazioni e fondazioni collegate. Dal Pd aspettiamo ancora i nomi dei componenti della commissione d'inchiesta sulle banche”, hanno detto fonti del Movimento. Il premier Giuseppe Conte ha riposto "fiducia in Matteo Salvini", aggiungendo però che "la magistratura deve fare il suo corso". "Mi sembra che le dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte siano di grande buonsenso, si lasci lavorare la Giustizia, abbiamo tante priorità Paese, si vada avanti, poi vediamo", ha fatto sapere il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

Data ultima modifica 12 luglio 2019 ore 21:54

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