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Governo, vertici senza esito: scontro su autonomia e niente decisioni su Autostrade

5' di lettura

È ancora stallo, mentre cresce la tensione, dopo le due riunioni a Palazzo Chigi. Le intese sulle autonomie regionali, annunciate da Salvini per il cdm di oggi, ancora rinviate: saranno al centro di un vertice mercoledì prossimo. Di Maio: "Si faranno, ma con equilibrio"

Tensioni sull’autonomia, nessuna decisione su Autostrade, si riapre il discorso Atlantia in Alitalia. Dopo i due vertici notturni, avvenuti uno dopo l’altro a Palazzo Chigi, nel governo è ancora stallo e cresce la tensione. Le intese sulle autonomie regionali, annunciate da Matteo Salvini per il Consiglio dei ministri di oggi, saranno al centro di una nuova riunione mercoledì prossimo. "La chiedono i cittadini di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ed è giusto che si faccia. Sarà un'autonomia equilibrata", tranquillizza Luigi Di Maio in mattinata. Ma è in dubbio anche l’arrivo nel Consiglio dei ministri della legge di assestamento, che serve a evitare la procedura d'infrazione Ue. Qualche fonte sottolinea che il Cdm - che dovrebbe essere oggi alle 18:50 - non è stato ancora formalmente convocato. “Chissà se si farà”, aggiunge qualcuno. Anche se un ministro pentastellato di primo piano assicura che ci sarà e che probabilmente sarà preceduto da un vertice politico.

Nessuna decisione su Autostrade

Il premier Giuseppe Conte ha provato a trovare una sintesi su autonomia e autostrade. Il primo tavolo è durato tre ore, il secondo poco meno di una. Assente Giovanni Tria, Matteo Salvini è andato via prima per un'intervista tv lasciando Giancarlo Giorgetti, c’erano Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro, Stefano Buffagni e Danilo Toninelli. A quanto si apprende, su Autostrade non è stata presa nessuna decisione. Il M5S sarebbe arrivato con la proposta di revoca della concessione (COME FUNZIONA), ma l’incontro sarebbe stato interlocutorio.

Nuovo rinvio sull’autonomia

Ma è sul tema delle autonomie che la tensione cresce tra Lega e M5S. il Carroccio sarebbe fortemente irritato per il nuovo rinvio riguardo a un tema caro alle regioni del Nord. “Il M5S continua a essere il partito del no", ha commenta una fonte leghista. I temi critici, secondo fonti M5s, sono la scuola, i trasferimenti fiscali dallo Stato alle Regioni e i trasporti. Se n’è discusso per tre ore, ma al termine non si è trovato un punto di accordo. Distanze anche sul metodo: i Cinque stelle vogliono un passaggio "pesante" in Parlamento, con la possibilità per le Commissioni di dare pareri e di emendare il testo; la Lega è per una soluzione più snella, perché con emendamenti pesanti si dovrebbe ripartire da zero. Anche su questo, non si è raggiunto un accordo.

Di Maio: autonomia si farà, ma con equilibrio

A calmare gli animi ci ha provato, in mattinata, Di Maio. L'Autonomia "la chiedono i cittadini di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ed è giusto che si faccia. Sarà un'autonomia equilibrata, fatta bene, che gioverà veramente a Regioni e Comuni. Il Movimento lavora così, per tutto il Paese", ha scritto in un post su Facebook. Ma ha aggiunto: "Non penso che qualcuno voglia tornare ai tempi della secessione della Padania e non ho motivo di dubitare che sapremo trovare insieme la migliore soluzione" ma "alcune posizioni più estreme mi preoccupano". "Non si può pensare di impoverire ancora di più regioni come la Puglia, la Calabria, la Sicilia, ma anche l'Abruzzo, il Lazio, le Marche, il Molise, la Campania e l'Umbria", ha scritto ancora. "Faremo una cosa equilibrata, ve lo assicuro", ha ribadito.

Fontana: non firmo una non-riforma

Di autonomia ha parlato oggi anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana. "Se il tentativo" del Movimento 5 Stelle "è quello di portarci a una riforma che sia una non-riforma, io lo dico subito: non la sottoscriverò mai, per cui è inutile che cerchino di portarci in quella direzione. Per cui o è sì, una riforma seria e utile per il Paese, oppure è meglio che dicano no", ha detto. "Credo che nessuno degli altri governatori sia disposto a prendere uno schiaffone del genere senza battere ciglio, qualcosa si farà", ha aggiunto.

Le tensioni Lega-M5S

Lasciando il vertice di ieri, Salvini è apparso più prudente dei giorni scorsi sull'autonomia. “Lavori in corso, le cose vanno fatte bene”, ha detto. Poi ha puntato il dito contro le "burocrazie ministeriali" che frenano. Al termine delle riunioni, la Lega ha accusato il M5S di nascondersi proprio dietro quei burocrati: "Fanno muro e chiedono tempo, bloccano qualsiasi iniziativa". E i Cinque stelle hanno replicato: "L'autonomia si farà. Le riunioni servono per far condividere le cose. Quando si governa in due le cose si fanno in due". Salvini in tv ha assicurato che farà saltare l'esecutivo solo se gli dicono no al taglio delle tasse. Poi ha definito "folle" e "preoccupante" la procedura Ue, ma si è detto ottimista che non ci sarà.

Alitalia, discorso aperto su un possibile ingresso di Atlantia

Nel vertice notturno su Autostrade si è parlato anche di Alitalia e - secondo alcune fonti - si è riaperto il discorso su un possibile ingresso di Atlantia (controllante di Autostrade per l'Italia). “Nessuno scambio”, ha sottolineato una fonte pentastellata, con il possibile ritiro delle concessioni dopo la vicenda del ponte Morandi. Ma la possibilità che Atlantia entri nel capitale della compagnia di bandiera, caldeggiata dalla Lega ma non dal M5S, non sarebbe più un tabù nell'esecutivo. Niente di deciso, solo un discorso avviato.

Data ultima modifica 26 giugno 2019 ore 12:13

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