Di Maio: "Province? Uno spreco. Chi le vuole si cerchi altro alleato"

Politica

Durante la presentazione del programma elettorale in vista delle Europee, il vicepremier afferma: "Non è aumentando le poltrone che si risolvono i problemi degli italiani". Poi su Siri: "Questione morale, non arretriamo". Salvini replica: "Non ho tempo per polemiche"

"Le province sono uno spreco, inutile ammalarsi di amarcord per farle ritornare. Chi le vuole si trovi un altro alleato" (LO SCONTRO LEGA-M5S). Queste le parole di Luigi Di Maio durante la presentazione del programma elettorale del M5S in vista delle elezioni europee del 26 maggio. Il vicepremier si è espresso anche sul caso Siri: "Non arretriamo, le regole si rispettano". Dopo poche ore arriva la risposta di Matteo Salvini a chi gli chiedeva un commento alle parole del leader M5S: "Mi sto occupando di sicurezza, non ho tempo di rispondere alle polemiche", ha detto il ministro dell'Interno dall'Ungheria.

Di Maio: "Tagliare veramente le poltrone"

Il leader del M5S in mattinata ha poi aggiunto: "Le province si aboliscono, non si ripristinano, la scelta è semplice: vanno eliminate veramente tagliando poltrone. La soluzione non è certo quella contraria, non è aumentando le poltrone con altri 2500 nuovi incarichi politici che si risolvono i problemi degli italiani", ha detto ancora Di Maio ricordando che che il Movimento "nemmeno si è mai presentato alle elezioni" provinciali.

Su Siri: "Questione morale, non arretriamo"

Durante la presentazione del programma europeo, Di Maio è tornato anche sul caso Siri e sulla richiesta delle sue dimissioni: "Sulla questione morale il movimento non arretra: comunque si chiami il sottosegretario da noi le regole si rispettano, che tu sia del Movimento o del partito alleato. Questo deve essere chiaro". Infine, altro avvertimento alla Lega: "Il salario minimo è nei programmi di Lega e Pd: mi devono spiegare perché non lo vogliono votare. Non credo che la Lega arriverà a tanto anche perché il salario minimo, che mi chiedono le imprese per evitare il dumping, era nel contratto di governo".

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